Cina

La Cina blocca ogni giorno 20.000 siti

Le autorità cinesi bloccano ogni giorno l'accesso a 20.000 siti Internet che il governo ritiene ostili e stanno estendendo filtri sempre più sofisticati a tutta la rete. E' quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell'Harvard Law School che hanno testato per otto mesi, l'accesso alla rete da molti punti del Paese.

Un documentabile balzo in avanti nella sofisticazione

Il team, guidato da  Jonathan Zittrain e Benjamin Edelman del Berkman Center for Internet and Society, ha scoperto che Beijing ha bloccato centinaia di siti religiosi, politici e di news, oltre ad alcuni indirizzi di medicina e di educazione e aggiungono che nel settembre 2002 c'è stato un documentabile balzo in avanti nella sofisticazione dei filtri.




Innovazione: per la Ue, l'Italia continua...
Le performance dell'Italia in fatto di innovazione sono alquanto deludenti...

Sicurezza delle reti: la Commissione...
La Commissione industria, la ricerca ed energia (ITRE) del Parlamento...

Pratiche commerciali scorrette:...
L'Autorita' Antitrust ha comminato una multa da 100 mila euro a Tiscali...

Brevetti: iPhone e iPad di nuovo sugli...
Se solo qualche giorno fa i giudici avevano dato ragione a Motorola, oggi...

Apple: l'iTV di Apple in fase test nei...
Si fanno sempre piu' insistenti le voci di una fase testing in atto presso...

Amazon: dopo la casa editrice, anche...
Amazon starebbe per avventurarsi oltre il mondo delle vendite online per...

Deutsche Bank: l'iPad 3 in arrivo a...
L'iPad 3, che dovrebbe arrivare a marzo, contribuira' a rafforzare la...

Appello Donne e Media, condivide anche...
Anche il Comitato Pari Opportunita' dell'Universita' di Macerata condivide...

Sky: 10 milioni di spettatori per i...
Lunedi' 6 febbraio 10.444.294 spettatori unici hanno seguito i canali della...

Privacy: luci e ombre della nuova...
Di seguito l'intervista al Prof. Francesco Pizzetti - Presidente...

Basilicata e digital divide: un caso...
Nelle classifiche nazionali sulla diffusione della banda larga, la...

Safer Interned Day: "Piu' connessi....
Si celebra oggi il Safer Internet Day, manifestazione europea nata per...

Safer Internet Day. Microsoft: gli...
Gli utenti italiani possono fare di meglio per proteggere la propria...

Safer Internet Day: Kaspersky Lab e...
La giusta quantita' di dati su Facebook Internet offre qualcosa di...

Safer Internet Day: una ricerca Aemcom...
I genitori cremonesi ritengono che i figli interagiscano poco online...

EA preoccupata dalla situazione di un...
Il boss di Electronic Arts, John Riccitiello, ha espresso preoccupazione...

Microsoft integrera' Kinect nei portatili...
Microsoft starebbe lavorando per introdurre la tecnologia di Kinect in...

Nintendo svela le vendite dei suoi...
Nintendo ha svelato oggi le vendite di alcuni dei titoli di punta del suo...

Team Ninja: l'Hardware del Wii U cambia...
In queste settimane si e' parlato molto della potenza di calcolo del Wii...


I ricercatori hanno rilevato che la censura "punisce" gli utenti alla ricerca di notizie "scomode" impedendo loro completamente l'accesso alla rete. Hanno riferito, infatti, che i sistemi di bloccaggio usati dalla cyber polizia cinese attualmente, sono molto sofisticati e diversificati, quindi più difficili da individuare rispetto alle grezze tecnologie predenti.

Il traffico Internet

Dallo studio emerge addirittura che Internet è più facile da controllare rispetto ai vecchi mezzi di comunicazione: è impossibile, infatti monitorare ogni singola telefonata, fax o lettera, mentre il traffico Internet, gestito attraverso i routers, può essere  filtrato in tempo reale, anche mentre un utente sta per accedere ad un sito. Le autorità hanno, quindi, facoltà, di cancellare immediatamente link individuali o pagine Web che trovano offensivi. Viene smentita definitivamente, dunque, la convinzione che Internet sia un territorio esente da controlli e censure, in quanto di fatto, le autorità cinesi hanno vietato sistematicamente l'accesso ai siti che ritenevano potessero indebolire il potere del governo. Tutto questo mentre Beijng promuove l'uso della rete per scopi commerciali, culturali, e educativi definendola un mezzo di comunicazione essenziale nell'era globale. Testando regolarmente l'accesso ai 200.000 indirizzi più popolari, i ricercatori hanno scoperto che, in otto mesi, la Cina ha bloccato 50.000 siti. Di questi, 19.000 non sono stati raggiungibili per diversi giorni da nessun punto di controllo visionato. Tra i siti più bersagliati dalla censura Google ed Altavista, i motori di ricerca più famosi in occidente; i siti della televisione americana ABC e del Time; della CNN e dell'Herald Tribune, ma anche il sito ufficiale del Cancer Information Network, della Motorbike Association e siti di tecnologia come quello del MIT o Slashdot.com. Solo gli utenti tecnologicamente più scaltri riescono ad aggirare i filtri, ma lo fanno a loro rischio e pericolo, visto che chi viene scoperto rischia la galera. La censura esercitata dalla Cina, se confrontata con quella praticata dall'Arabia Saudita (esaminata precedentemente dal team di ricercatori), appare, comunque, molto più superficialmente mirata: Beijing ha bloccato completamente l'accesso ai siti sul Tibet compresi quelli sull'incenso e centinaia di siti su Taiwan. Digitando su Google una frase  come "democrazia Cina" o "diritti umani" il motore di ricerca avrebbe risposto che tutti i siti contenenti quelle parole erano irraggiungibili.

La quale il governo mantiene

Gli utenti, però, non sono affatto protetti dalla pornografia verso la quale il governo mantiene un atteggiamento quanto mai ambiguo: è stato bloccato, infatti, solo il 13,6% dei siti di contenuto esplicitamente sessuale, ma a dimostrazione che la cyber polizia lotta contro il sesso esplicito on-line, sono stati bloccati i siti di Playboy e Penthouse. Chiunque volesse sapere di più a proposito di AIDS o altre malattie sessualmente trasmissibili, resterebbe a bocca asciutta: siti come quello dell'Aids Healthcare Foundation, o di Internet Mental Health Resource e  Health in China Research Project sono costantemente inaccessibili. Lo studio ha rivelato che sono attualmente in uso almeno quattro metodi di filtraggio indipendenti ed interoperabili: il più comune è il bloccaggio a livello del router, che permette di impedire totalmente l'ingresso ad un sito. Il governo cinese e le autorità associate, dicono i ricercatori, continuano indisturbati a sperimentare nuove forme di bloccaggio, usando i filtri come strumento di censura politica a impegnando per la loro sofisticazione parecchie risorse umane e tecnologiche.

(05 dicembre 2002)

© 2002-2012 Key4biz

Il nostro Network
Key4biz.it | Radiokey.biz | Comunicatistampa.tv | Supercom.tv | Mondotv.biz | Mondointernet.biz | Mondotlc.biz | Bibliotech.info | Recensiti.biz | TVdigitali.eu | Vincitorievinti.it