Italia Cinema, scoppia la polemica sul divieto ai minori
La modifica in atto che riguarda il settore cinematografico, di cui è stato incaricato Michele Lo Foco, dal Ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani, leverebbe il divieto per i minori di 18 anni, per introdurre due limiti: quello al di sotto degli 8 anni e quello tra i 14 e i 16 anni.
Il progetto dovrebbe essere presentato entro il mese di giugno al ministero e si sta ancora decidendo se inserire il vincolo dell'accompagnamento da almeno uno dei genitori per il minore.
I primi confronti
Sul tema abbastanza dibattuto si sono già aperti i primi confronti. Il senatore Michele Bonatesta di An e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai, non condivide le proposte dell'avvocato Lo Foco, che sta lavorando alla modifica della legge che istituiva il limite, approvata ben 41 anni fà.



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Bonatesta si dice favorevole "...a commissioni di revisione cinematografica più autonome e indipendenti dalle lobby" e "...al visto anche per le pellicole destinate alla tv". Ma il senatore non è d'accordo sulla "...diversa articolazione dei divieti ai minori" e sull'ipotesi di abolire la censura preventiva, prevista dall'art.21 della Costituzione".
Una nota
"La censura preventiva - sostiene Bonatesta in una nota - serve eccome, e non nella convinzione che possa moralizzare, ma nella consapevolezza che, siccome la propria libertà finisce dove inizia quella degli altri, serve ad evitare che gli altrui diritti vengano conculcati".
Per Bonatesta, "demandare tutto al codice penale vorrebbe dire, di fatto, autorizzare una serie di reati. Succederebbe che qualsiasi immondizia di film uscirebbe e circolerebbe liberamente producendo danni, ci sarebbe qualche cittadino che ne denuncerebbe gli autori, si andrebbe in causa, e solo a distanza di anni dall'uscita della pellicola si avrebbe una sentenza".
Bonatesta è invece dell'avviso che si potrebbe "...presentare alla valutazione delle commissioni di revisione lo stesso film in duplice versione, quella cinematografica e quella, opportunamente emendata nelle immagini e nei testi, per la televisione. Senza che ciò - aggiunge Bonatesta - possa impedire alle commissioni di vietare ai minori la versione cinematografica e di proibire la messa in onda di quella televisiva o di consentirla solo al di fuori delle fasce protette".
Bonatesta conclude sostenendo che riguardo ai divieti "...sia meglio lasciare come soglia più alta di divieto quella ai 18 anni, continuando ad identificare i minori nei minorenni, e articolare meglio le altre soglie anche con l'introduzione, sul modello americano, dell'obbligo di accompagnamento dei genitori, ma senza abbassarle".
(17 gennaio 2003)
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