Francia Contenuti illegali: i francesi storcono il naso alle misure restrittive della Commissione Olivennes
I francesi, soprattutto i giovani, sono contrari alle misure intraprese per frenare il downloading illegale da internet. E’ quanto rileva un sondaggio realizzato dall’istituto CSA e dalla società di ricerche NPA Conseil.
Interpellati su questa misura antipirateria prevista dalla Commissione Olivennes, il 49% degli intervistati con più di 15 anni ha espresso parere contrario, anche più del 60% tra i 15-24enni.
Il 40%
Solo il 40% si è detto favorevole a queste misure, più del 46% tra quelli che superano i 35 anni.



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I nostri cugini d’oltralpe si dicono più disposti ad accogliere le altre disposizioni contro la criminalità informatica, previste sempre dalla Commissione.
La misura che prevede l’uscita simultanea
Tre francesi su cinque ritengono, inoltre, che sia adeguata la misura che prevede l’uscita simultanea dei Dvd e dei video on demand acquistati o noleggiati online. Il 60% la trova, infatti, corretta contro il 27% che invece non la condivide.
Riguardo all’interoperabilità, che consente il libero trasferimento dei contenuti acquistati su tutti i terminali, un francese su due (55%) la giudica opportuna, a dispetto del 32% che pensa sia inadeguata. La disposizione è ben accettata specie dai ragazzi tra i 15 e i 24 anni.
In generale, più di un francese con oltre 15 anni su due (56%) ritiene che sarà “possibile in futuro lottare contro il downloading illegale su internet”.
Percentuale più vicina al 35% se si considerano unicamente i giovani tra i 15 e i 24 anni.
La crescita delle reti peer-to-peer (P2P), con milioni di file spesso abusivi, è un fenomeno ancora molto radicato e costituisce un formidabile competitor sleale per le piattaforme legali.
Un accordo tra i produttori
A fine novembre, in Francia è stato siglato un accordo tra i produttori di contenuti e gli Isp in tema di sviluppo del mercato digitale dei contenuti e di lotta alla pirateria online, a seguito dei lavori della Commissione Olivennes.
I francesi hanno portato a casa, in meno di sei mesi, un piano che sicuramente non ha trovato tutti d'accordo, ma che indica alcune guidelines per il decollo del mercato dei contenuti digitali. Prossimo passo, sicuramente la definizione di un testo normativo.
La distribuzione di tutto il repertorio francese online senza sistemi DRM, necessiterà di forti investimenti e la definizione di standard per l'interoperabilità richiederà un coinvolgimento delle Autorità Ue, ma i lavori sono a buon punto.
E sulla scia del Rapporto Olivennes, anche Bruxelles si è mossa. Nuove misure per ridurre l’accesso internet agli utenti che usano software di file-sharing illegali. E’ quanto conta di fare la Commissione europea in linea con il documento “Creative content online in the Single Market”.
Il testo ricorda l’importanza della conformità alle misure nazionali sull’attuazione della direttiva sul diritto d’autore, citando come esempio il Memorandum of Understanding siglato in Francia.
Il rafforzamento dei diritti giuridici
Eccetto che per il rafforzamento dei diritti giuridici e la migliore collaborazione tra fornitori di servizi internet, le altre misure proposte implicano lo sviluppo di nuove offerte legali per gli utenti, come anche iniziative pedagogiche atte a sensibilizzare il pubblico sull’importanza dei diritti d’autore.
La sfida è per il futuro del mercato che dovrebbe arrivare a 8,3 miliardi di euro entro il 2010 nella Ue dei 25.
Stando alle cifre della Commissione, entro i prossimi tre anni i contenuti online rappresenteranno circa il 20% delle entrate del settore della musica e il 33% dei videogame.
Attualmente, la Ue non ha reali poteri legislativi sulla questione, ma può rafforzare la propria partecipazione attraverso il Parlamento e il Consiglio europeo, che devono adottare una proposta entro il primo semestre 2008.
Contemporaneamente Bruxelles ha avviato un dibattito pubblico, chiedendo agli attori del settore un parere sull’approccio francese e sulle misure di filtro come mezzo efficace per impedire le violazioni online dei diritti d’autore.
(19 dicembre 2007)
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