Svezia

Nuova denuncia per Pirate Bay. Stavolta sono le major hollywoodiane a portare in tribunale il sito di filesharing più famoso al mondo

Nuove denunce per The Pirate Bay, il sito di filesharing più famoso della rete, i cui fondatori sono stati di recente condannati a un anno di carcere dal tribunale di Stoccolma per violazione delle leggi del copyright. Adesso, a citare in tribunale La Baia dei Pirati sono state le major hollywoodiane come Columbia Pictures, Disney, Universal, che chiedono una multa per i proprietari del sito che ancora distribuisce serie televisive come Lost, Desperate Housewives e anche film come l'ultimo Batman.

La condanna a Gottfrid Svartholm Warg

Pirate Bay è rimasto operativo anche dopo la condanna a Gottfrid Svartholm Warg, Peter Sunde e Fredrik Neij, suoi fondatori, a un anno di carcere più danni per 4,1 milioni di dollari.




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Alcune settimane fa, il sito è stato acquistato dal gruppo svedese Global Gaming Factory (GGF), produttore di software e gestore di internet cafè, per circa 5,6 milioni di euro.

Un comunicato della società

La metà della somma, informa un comunicato della società, verrà versata in contanti, mentre l'altra metà del valore sarà coperta dall'emissione di nuove azioni della GGF. La GGF ha già annunciato che fornitori di contenuti e titolari di copyright verranno rimborsati per i file scaricati da Pirate Bay, attualmente interamente gratuito. Il nuovo timoniere sarà Hans Pandeya, il Ceo della GGF, che per la Baia ha già un progetto preciso: “Pirate Bay ha bisogno di un nuovo modello di business che soddisfi tutte le parti in causa: i fornitori di contenuti, gli operatori a banda larga, gli utenti e la giustizia. Chi crea e chi fornisce i contenuti deve essere pagato”. Le parole di Pandeya hanno subito trovato il plauso della discografia. Per il presidente della Federazione dell'industria musicale italiana, Enzo Mazza , “è un'ottima notizia per lo sviluppo dei contenuti digitali legali, non solo musicali. L'era del tutto gratis e illegale sta finendo e la rete si avvia ad essere elemento fondamentale nella distribuzione di contenuti'. Fimi aveva dato il via in Italia ad un'azione giudiziaria contro il sito svedese che lo scorso anno è stato oggetto di un'indagine della Guardia di Finanza con un sequestro ordinato dal Gip di Bergamo.

(29 luglio 2009)

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