Pubblicità ingannevole: la Ue interviene contro le pratiche commerciali scorrette sul web. Attivato un sito speciale per evitare le truffe
La Commissione Europea ha attivato un sito in 22 lingue per la tutela dei consumatori. L'input parte dalla richiesta del Parlamento europeo, poiché il problema riguarda l'intero continente, che ha chiesto ai commissari competenti di adottare misure più severe per salvaguardare gli utenti dalle pratiche commerciali sleali propagandate sui siti web.
La pubblicità ingannevole su internet, infatti, diventa sempre più pericolosa e le vecchie direttive sembrano non contrastare a dovere un fenomeno in continua evoluzione. Da qui, le prime ricerche italiane e la pubblicazione di un rapporto che bene ha evidenziato le 'clamorose fregature' di un 'mercato virtuale' che spesso e volentieri abusa della buona fede del 'compratore online'
Farmaci che promettono miracoli ma che poi si rivelano inefficaci, premi indesiderati, batterie di pentole rifilate senza accordo, enciclopedie e quant'altro. Sulla rete si trova proprio di tutto, dalle offerte speciali e montagne di premi, puntualmente mai recapitati.



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Il parlamentare Philippe Juvin ha presentato alla Commissione Mercato interno del Parlamento la sua relazione sull'impatto della pubblicità sul comportamento dei consumatori. Un rapporto dettagliato del fenomeno, che vuole fare aprire gli occhi sulle truffe perpetrate sulle rete ma, soprattutto, richiamare l'attenzione degli organismi preposti all'applicazione di direttive europee ad hoc che 'smascherino' le nuove forme di pubblicità ingannevole, quali annunci nascosti nei blog, sui forum o sui social network e, nello stesso tempo, educhino il consumatore ad essere più attento e smaliziato.
La cui relazione verrà approvata
Secondo Juvin, la cui relazione verrà approvata dal Parlamento a fine novembre, i consumatori devono sviluppare "un atteggiamento critico riguardo alla qualità dei contenuti online". Ma anche la Ue deve fare la sua parte: Juvin ha infatti chiesto alla Commissione di lanciare una campagna di informazione, per spiegare ai cittadini come proteggere la loro privacy su internet.
Così come concepito da Juvin, il provvedimento dovrebbe garantire l'indicazione della dicitura 'informazione pubblicitaria' negli spot su internet, così come già accade per la televisione. Grande attenzione bisognerebbe poi porre al mondo infantile. Una pubblicità troppo aggressiva nei confronti dei bambini, potrebbe essere dannosa e allusiva per chi comincia ad affacciarsi al 'mondo delle reclame'.
Nell'attesa di una pronuncia in merito, la Commissione Europea sul suo sito speciale ha indicato cosa fare in caso l'utente si imbatta in pratiche commerciali scorrette.
In primis, è stata stilata una 'lista nera' dove sono stati inclusi 31 casi di abuso che vanno dalle informazioni fuorvianti sul prezzo alla vendita di prodotti illegali camuffati; dalle false reclame alle finte vendite promozionali e così via.
(15 settembre 2010)
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