Unione Europea

Ricerca e media: per la Ue necessario cambiare la comunicazione, per evitare il disinteresse del pubblico verso la scienza

I nuovi Paesi Ue, quelli che hanno aderito dopo il 2004, sono scarsamente interessati all’informazione di tipo scientifico (32%), contrariamente a quanto avviene nei vecchi Stati membri (62%). La differenza va dall’80% della Svezia al 24% della Bulgaria. Questi i dati presentati da un Ricerca di Eurobarometer che indaga sull’interesse dei media per la ricerca scientifica.

Una profonda differenza sugli argomenti

L’indagine, che verrà presentata in occasione del primo Forum Ue sul giornalismo scientifico (Barcellona, 3-4 dicembre 2007), evidenzia anche una profonda differenza sugli argomenti di interesse: i nuovi Stati membri hanno una preferenza per ICT e spazio, mentre gli altri per medicina, ambiente ed energia.




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Nel corso del Forum saranno presentate anche delle guidelines sulla formazione dei giornalisti di questo settore, ma anche due Studi sulle caratteristiche dei ricercatori e dei professionisti dei media, sfide e opportunità del lavoro quotidiano.

Un effetto diretto sulla quotidianità

Janez Potočnik, Commissario Ue per Scienza e Ricerca, ha dichiarato: “Un gran numero di attività scientifiche hanno un effetto diretto sulla quotidianità. E’ quindi giusto che la gente si informi delle attività e abbia un contatto con i ricercatori”. Aggiungendo: “I media giocano un ruolo fondamentale in questo campo, perchè sono loro a trasmettere le informazioni sulle scoperte scientifiche e a determinare il modo in cui i ricercatori e il loro lavoro verranno percepiti dalla società”. “Spero – ha concluso il Commissario Ue – che questo primo Forum europeo sul giornalismo scientifico contribuisca a riavviare il dialogo tra i ricercatori e i media”. Più generalmente, gli europei apprezzano il modo con cui la scienza viene presentata dai media, con una percentuale di soddisfazione del 56%. Tuttavia, il 24% delle persone intervistate si dice scontenta e il 20% non ha opinioni a riguardo. Il 65% pensa che l’informazione che arriva dai media sia debole, il 63% obiettiva, il 60% utile, il 57% diversificata e il 57% sufficientemente visibile.

Le critiche

Ma sono forti anche le critiche: il 49% ritiene che gli argomenti siano di difficile comprensione, il 45% dice che sono poco in linea con le proprie preoccupazioni e il 51% le reputa non divertenti. In generale, il 52% degli intervistati preferisce che le informazioni scientifiche vengano presentate dai ricercatori, piuttosto che dai giornalisti, come invece vorrebbe il 14%. La scelta va poi ad argomenti brevi invece che a ricerche più approfondite. La televisione è il medium più apprezzato (61%) e anche quello ritenuto più affidabile (47%) per l’informazione scientifica, con preferenza per i canali tradizionali (47%) a quelli tematici (27%). Quasi un europeo su due (49%) legge gli articoli scientifici sui quotidiani o sulle riviste. Circa un europeo su tre apprende le notizie dalla radio (26%) o consulta internet su questi temi (28%).

Report di Eurobarometer Summary European Research in the Media: the Researcher's point of view European Research in the Media: what do Media Professionals think? Executive summary

European Guide to Science Journalism Training Overview of Science Reporting in the EU

(04 dicembre 2007)

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