Elettronica: telefonini e schermi piatti trainano il settore. La Ue ancora forte nonostante l’avanzata delle tigri asiatiche
Con una crescita media annuale stimata attorno al 4,5% per i prossimi 4 anni, l’industria europea dell’elettronica dovrebbe mantenere una buona posizione a livello mondiale, malgrado l’avanzata sempre più pressante delle tigri asiatiche.
Secondo la società di ricerca Decision Etudes & Conseil, nonostante la tendenza alla delocalizzazione e la spinta sempre più forte dei Paesi emergenti, le aziende del Vecchio Continente che hanno risentito dell’arrivo di nuovi agguerriti player in settori da sempre strategici come le telecomunicazioni e l’elettronica consumer, continueranno a beneficiare del dinamismo di settori quali l’aeronautica e la difesa.
Un fatturato di 240 miliardi
In base ai dati della società Decision Etudes & Conseil, l’insieme della filiera elettronica in Europa ha generato nel 2006 un fatturato di 240 miliardi di euro, pari al 20,5% dell’industria mondiale e dovrebbe resistere relativamente bene grazie alla specializzazione in settori che crescono a ritmo sostenuto.



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Dal 1996 al 2006, il settore dell’elettronica è cresciuto in media del 7% l’anno, contro il 6% registrato dall’industria aeronautica e farmaceutica e il 4% di quella automobilistica.
Il 25%
Telecomunicazioni e informatica generano rispettivamente il 25% e il 24% dei profitti del settore, seguiti dal settore audio-video (15%).
Anche se l’industria dell’elettronica è sempre più globalizzata, con un trend che si manterrà e crescerà negli anni a venire, lo sviluppo di nuove applicazioni e il conseguente ingresso nel mercato di nuovi player, provenienti principalmente dai sempre più specializzati Paesi dell’est Europa, contribuiranno alla crescita dell’industria europea, che nei prossimi anni “si manterrà robusta”, come ha spiegato il curatore dello studio, Sébastien Rospide.
Trainata da Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, l’Europa orientale da sola dovrebbe registrare – da qui al 2011 – una crescita media annuale del 9,5%.
A livello mondiale si passerà da una produzione elettronica di 1.163 miliardi di euro del 2006 a 1.562 miliardi nel 2011, pari a una crescita media annuale del 6%, in leggero rallentamento in rapporto alla crescita dell’8,5% registrata nel 2006 e dell’8% previsto per quest’anno.
Sottolinea poi lo studio che se anche i telefonini e gli schermi piatti sono gli oggetti più venduti sul pianeta, saranno sempre i settori tradizionali a ‘tirare’ la filiera elettronica.
La crescita più forte, nei prossimi 4 anni, sarà presumibilmente quella registrata dall’elettronica industriale (+7,5%) seguita dalle telecomunicazioni, aeronautica e difesa (+6,5% ciascuno) e industria automobilistica (+6%).
A livello europeo, il trend sarà più o meno il medesimo, con una crescita del 7% per l’elettronica industriale, del 6% per l’aeronautica e la difesa e del 5% per l’elettronica consumer, che dovrebbe trainare la crescita dell’intero settore per i prossimi 4 anni.
(02 ottobre 2007)
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