Innovazione: il nord Europa ancora leader, l’Italia in forte recupero
La capacità innovativa è ormai ritenuta una delle priorità strategiche per lo sviluppo e il benessere di un Paese, una delle principali determinanti per la competitività internazionali. In linea con questa tendenza gli Stati membri dell’Unione Europea, oltre ad introdurre misure dirette e indirette di supporto all’innovazione, hanno messo a punto validi indicatori in questo senso.
La Commissione Europea (Direttorato Generale per la Ricerca) ha predisposto lo European Innovation Scoreboard (EIS) o Quadro di valutazione dell’innovazione in Europa, quale strumento di verifica annuale della strategia del Consiglio europeo di Lisbona del marzo 20001.
Il Quadro di valutazione dell’innovazione in Europa si basa su dati della “European Community Innovation Survey (CIS)”; tale ricerca (CIS) è divenuta obbligatoria dal settembre 2004.



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Nello European Innovation Scoreboard, l’innovazione è definita come “il rinnovamento e l’ampliamento della gamma di prodotti e di servizi e dei relativi mercati; nuovi metodi di produzione, fornitura e distribuzione; l’introduzione di modifiche nel management, nell’organizzazione del lavoro, nelle condizioni di lavoro e nelle competenze professionali”.
Un totale di 9 indicatori totalmente nuovi
EIS comprende quest’anno 26 indicatori principali ( 6 in più rispetto all’anno scorso, per un totale di 9 indicatori totalmente nuovi) e adotta un nuovo approccio volto a misurare l’efficienza dell’innovazione. In altre parole si vuole analizzare in che misura ogni Paese utilizza gli asset innovativi (es. istruzione, investimenti in innovazione, ecc.) per creare ritorni economici (es. fatturato delle aziende che proviene da nuovi prodotti, occupazione nel settore high-tech, brevetti, ecc.).
A tal fine gli indicatori sono suddivisi in due gruppi principali: Innovation inputs e Innovation outputs, i quali a loro volta comprendono 5 categorie.
I governi dei Paesi dell’UE, dopo aver fissato quale obiettivo strategico per il prossimo decennio la costituzione della “più competitiva e dinamica economia knowledge-based nel mondo al fine di assicurare una crescita economica sostenibile, maggiori e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”, hanno riconosciuto la necessità di sviluppare una metodologia affidabile per la valutazione della performance innovativa dell’Unione.
Come negli ultimi anni, nelle posizioni leader del Summary Innovation Index (SII) predominano le economie del nord Europa, cioè la Svezia, la Finlandia e la Danimarca. Al contrario gli Stati meridionali quali Grecia, Portogallo e Spagna mostrano valori bassi in termini di innovazione. Lo stesso vale per i Paesi recentemente entrati nell’UE quali Lettonia, Lituania, Cipro, Slovacchia e Repubblica ceca, i quali tuttavia continuano a recuperare terreno nei confronti del resto d'Europa.
Dal 2004 al 2005 il Summary Innovation Index (SII) per l’Italia è cresciuto (da 0,31 a 0,36). La performance del nostro Paese è scarsa rispetto ai 15 Paesi originali dell’UE, mentre è migliorata la nostra posizione relativa con l’ingresso dei 10 nuovi Stati. Per quanto riguarda il posizionamento dell’Italia rispetto al SII, siamo dodicesimi sui 25 e diciassettesimi rispetto ai 33 Paesi considerati dalla ricerca (i 25 UE, gli USA, il Giappone, l’Islanda, la Norvegia, la Svizzera, la Bulgaria, la Romania e la Turchia).
La media europea bassa percentuale
Il nostro Paese presenta indicatori relativi all’istruzione sotto la media europea (bassa percentuale di popolazione laureata - 11,6% contro il 23% dell’Europa a 15- , bassa percentuale di nuovi laureati in Science and Engineering - 7,4% contro il 13% dell’Europa a 15) oltre ad una scarsa percentuale di PMI manifatturiere che innovano in forma cooperativa (solo il 2,7%) e a difficoltà nel reperire capitale di rischio (Gli investimenti in capitale di avviamento sono pari allo 0,005 del PIL).
D’altra parte l’Italia ha un’alta percentuale di imprese che ricevono fondi pubblici per l’innovazione, mantiene ottimi livelli di vendite di beni innovativi per il mercato (sopra la media UE ) e buoni livelli di vendite di prodotti innovativi per l’impresa ma non per il mercato.
Esaminando i trend di crescita nel breve periodo in relazione all’indice sintetico, si nota che Italia, Grecia, Portogallo, Cipro, Slovenia e Slovacchia stanno crescendo rapidamente e sono in fase di recupero. L’Italia fa inoltre parte di quei Paesi che hanno una performance media. Va sottolineato che nessuno dei Paesi in recupero raggiungerà la media dell’Europa a 25 entro il 2010. Presumibilmente l’Italia e la Slovenia saranno al livello medio europeo nel 2015. La Germania, il Giappone, la Svizzera e la Finlandia stanno avanzando con valori sopra la media sia in termini di performance attuale che di trend. Svezia, Francia, UK e Danimarca hanno una buona performance seppur con trend di innovazione sotto la media. Infine Spagna e Belgio, sono in fase di retrocessione.
L’Italia, così come la Francia, ma anche la Finlandia ed i Paesi Bassi è uno dei Paesi che trasforma in maniera più efficiente gli input innovativi. Una delle spiegazioni addotte dal report per questi risultati risiede nella recettività della popolazione per l’innovazione.
Una recente ricerca effettuata da Innobarometer in 25 Paesi europei (più Romania, Bulgaria e Turchia), infatti, ha analizzato la propensione di 30.000 europei per i prodotti ed i servizi innovativi.
La propensione all’acquisto
Agli europei è stato chiesto che significato attribuivano all’innovazione, la propensione all’acquisto di beni innovativi, ecc. L’Italia e la Romania sono i Paesi con la più alta proporzione di cittadini favorevoli all’innovazione. Questi infatti mostrano i migliori risultati in termini di output innovativo; in particolare tra i 10 Paesi più innovativi, 9 hanno un rapporto input/output al di sopra del trend europeo. Si tratta, tuttavia, di un’indagine qualitativa di tipo demoscopico ed in ogni caso costituisce solo uno dei numerosi fattori che influiscono sulla performance innovativa di un Paese.
I leader tra gli innovatori sono costituiti da Svezia, Finlandia, Danimarca, Germania e Svizzera, i quali si aggiudicano il 60% dei settori innovativi.
Irlanda, Francia, Regno Unito sono leader in “nuovi laureati in discipline tecnico scientifiche”; Finlandia, Svezia e Islanda in R&S degli enti pubblici; Svezia, Finlandia e Svizzera in R&S delle imprese private; Italia, Germania e Svezia sono leader per la spesa in R&S delle imprese medium/high/high-tech; l’Austria, la Finlandia e l’Italia per la percentuale di imprese che ricevono fondi pubblici per l’innovazione. Gli Stati Uniti mostrano risultati migliori rispetto all’UE in 11 degli indicatori selezionati.
I leader tra gli innovatori di tendenza sono costituiti dai Paesi che stanno recuperando terreno, secondo la definizione data sopra. L’Italia, insieme alla Slovacchia ed alla Polonia, è leader per i nuovi laureati in discipline tecnico-scientifiche. Il nostro Paese risulta leader anche per il tasso di penetrazione della larga banda (insieme a Irlanda e Lussemburgo). La spesa per ICT è molto alta in Polonia, Norvegia e Svizzera, mentre le esportazioni di prodotti high-tech crescono nella Repubblica ceca, nel Lussemburgo e nella Slovenia. Per quanto riguarda gli indicatori di tendenza, l’UE mostra migliori risultati rispetto agli USA in 10 degli indicatori selezionati.
Il gap tra Stati Uniti ed Europa è spiegabile al 70% dalle difficoltà dell’Europa in 3 indicatori: Numero di brevetti (per milione di abitanti) concessi presso lo USPTO, percentuale della popolazione con istruzione universitaria, spesa per ICT.
Gli USA nell’indicatore “laureati
I dati comparativi chiave rivelano che l'Europa supera gli USA nell’indicatore “laureati in scienze e ingegneria”, nella registrazione di Community Trademarks, nella spesa in R&S dell’università finanziata dalle imprese.
Al contrario si sta aprendo una gap tra gli USA e UE in termini di “spesa pubblica per R&S” e di esportazione di prodotti high-tech.
European Innovation Scoreboard 2005 - Comparative analysis of innovation performance
Innovation scoreboard: Summaries of Member States results
(Fonte: European Trend Chart on Innovation)
(18 gennaio 2006)
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