Unione Europea
Criminalità informatica: incontro Romani e Reding su legge francese antipirateria
Si è parlato anche di internet durante il colloquio tra il commissario Ue per la Società dell'Informazione e i Media, Viviane Reding, e il sottosegretario italiano alle Comunicazioni, Paolo Romani.
A far discutere è la richiesta francese alla Commissione di bocciare la posizione dell'Europarlamento contro il progetto di legge francese per la regolamentazione della rete che prevede, in particolare, norme molto severe contro i cosiddetti criminali informatici.
La fine dell’anno
Le nuove disposizioni francesi, che dovrebbero essere approvate entro la fine dell’anno, attribuirebbero alle Authority nazionali delle tlc il potere di monitorare il traffico online e tagliare il collegamento al web di presunti pirati, scoperti a praticare il downloading illegale di film, musica o qualunque altro contenuto protetto dal diritto d'autore.



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Lo scorso 24 settembre, nell’ambito del Pacchetto telecom, il Parlamento Ue ha deciso una sorta di “censura preventiva” nei riguardi di questo progetto di legge, approvando a grandissima maggioranza (573 voti contro 74) l'emendamento 138 in cui si chiede ai regolatori nazionali di applicare il principio secondo il quale, salvo il caso di minaccia per la pubblica sicurezza, “…nessuna restrizione può essere imposta sui diritti e le libertà fondamentali degli utenti finali, senza la previa autorizzazione delle autorità giudiziarie, segnatamente in accordo con l'Art.11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue sulla libertà d'espressione e d'informazione”.
Un grande dibattito
“…In Francia c'è un grande dibattito - ha ricordato Romani a margine dell'incontro - ma in Italia non ancora. Ci siamo permessi di valutarlo meglio anche sentendo la nostra rappresentanza all'Europarlamento”.
Secondo il parere dell'Europarlamento, il collegamento internet rientra nella libertà d'espressione e non può essere negato solo per evitare atti di criminalità informatica.
Come informano le agenzie di stampa, dopo una settimana di intense pressioni del governo francese su Bruxelles, il presidente Sarkozy ha scritto direttamente al presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, chiedendogli di non sostenere l'emendamento 138 nel prosieguo dell'iter legislativo del Pacchetto telecom.
Nella procedura comunitaria di co-decisione, va sottolineato, se l'Esecutivo Ue si oppone a una modifica alla proposta iniziale, perché venga approvata è necessaria l'unanimità degli Stati membri in Consiglio Ue.
Ma la Commissione non è d’accordo e lo dimostra la risposta della scorsa settimana quando, attraverso Martin Selmayr il portavoce del Commissario Ue Viviane Reding, ha fatto sapere di aver preso nota della lettera del presidente francese ricordando però il risultato schiacciante del voto in Plenaria sull'emendamento in questione.
Il colloquio con Romani si
Durante il colloquio con Romani si è parlato anche di digitale terrestre e del cosiddetto “anticipo al 2010” , della divisione funzionale della rete Telecom Italia, del problema del radiospettro e del suo utilizzo, di roaming. “Nessun problema o contenzioso particolare - ha commentato Romani - ma un incontro di panorama” anche in vista del prossimo Consiglio dei ministri europei a Parigi.
(14 ottobre 2008)
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