Francia
Digitale terrestre: la Ue dichiara illegali i canali bonus francesi. Nessun cadeau ai broadcaster storici
La Francia non potrà assegnare i canali bonus a TF1, Canal+ e M6. Lo ha deciso la Commissione Ue che, secondo quanto rivelato a Les Echos, domani invierà al governo un avviso motivato per definire la procedura ‘contraria al diritto della Ue’.
Nessun canale aggiuntivo, quindi, per i tre broadcaster storici, altrimenti si violerebbero le norme europee sulla concorrenza.
La Ue chiede a Parigi di rivedere...
Nel documento la Ue chiede a Parigi di rivedere la disposizione che assegna questi canali ‘compensatori’ a TF1, M6 e Canal+, in cambio della chiusura anticipata dei loro contratti per la trasmissione su analogico.



Accesso disaggregato: la Ue non esclude...
Si fa attendere la risposta dell'Italia alle due lettere inviate da...
"I legislatori dialoghino di piu' con...
La necessita' di armonizzare le prassi regolatorie a livello europeo e,...
Capitale umano e innovazione, quanto...
Saverio Tridico, Direttore Public & Legal Affairs di Vodafone Italia...
Tlc: in vista del WCIT-12, le telco...
Il sostegno economico allo sviluppo futuro delle reti di comunicazione...
Telecom Italia partner del Festival...
Per il quarto anno consecutivo, Telecom Italia e' partner del Festival...
Studio Bocconi: il Gruppo Poste Italiane...
Il Gruppo Poste Italiane si afferma come case history nel panorama economico...
Agcom: Risoluzione del Pd, "Confronto...
Stringono i tempi e si avvicina la scadenza dell'attuale Consiglio Agcom...
ACTA potrebbe saltare: si allarga il...
Dopo la francese Hadopi, l'americana SOPA, adesso e' l'ACTA (An...
Nuove iniziative di marketing e tutela...
Le nuove iniziative di marketing vedono sempre piu' protagonista il...
Pubblicita': video on-demand, un potente...
Il video on-demand (VOD) diventera' presto il principale medium per la...
Giornata Mondiale della Proprieta'...
Si celebra oggi 26 aprile la Giornata Mondiale della Proprieta'...
Innovazione, ricerca, ICT. Il modello...
Gabriele Falciasecca, Presidente di Lepida Spa, la societa' in house della...
Generare business di successo in chiave...
La rivoluzione sociale in atto, determinata dalla crescente diffusione...
Apple: e' la Cina la vera sorpresa di...
Dopo una serie di sedute in negativo, che avevano spinto in molti a credere...
Microsoft: Conficker continua a essere...
Sono quasi 220 milioni le infezioni rilevate negli ultimi due anni e mezzo...
eCommerce: siglato accordo tra Adiconsum...
Il commercio elettronico rappresenta un'opportunita' per il consumatore...
EKGaming propone di ridividere gli...
Da anni i publisher di videogiochi cercano in tutti i modi di contrastare,...
Microsoft pronta a lanciare un servizio...
Pare Microsoft si stia preparando a presentare un nuovo servizio musicale,...
Nintendo iniziera' a guadagnare dal...
Finalmente, a piu' di un anno dal lancio, Nintendo ha ipotizzato che da...
Facebook prossimo al miliardo di...
Il board di Facebook ha fatto sapere che secondo gli ultimi dati, il social...
|
Per Bruxelles, che già dallo scorso novembre aveva messo in mora la Francia, il meccanismo che assegna questi canali ai tre incumbent senza alcuna forma di rispetto della concorrenza è ‘contrario al diritto Ue’.
Le norme della Direttiva sulla Concorrenza
La disposizione viola più precisamente le norme della Direttiva sulla Concorrenza, compresa nel Pacchetto Telecom del 2002, secondo le quali l’assegnazione delle frequenze deve avvenire secondo criteri “obiettivi, trasparenti, non discriminatori ed equilibrati”.
Il provvedimento del governo penalizza inoltre gli operatori concorrenti, i new entrant della Tv digitale terrestre a partire da Nextradio o NRJ, che denunciano da tempo il ‘cadeau bonus’ accordato ai broadcaster storici dell’audiovisivo francese (Leggi Articolo Key4biz)
Secondo la Commissione Ue, la procedura di assegnazione dei canali bonus risulta illegale in più parti. Intanto perché un tale dispositivo potrebbe essere tollerato solo se necessario per obiettivi di interesse generale. Questo non è sicuramente il caso della Francia. E poi perché assegnare dei canali ad alcuni operatori e non ad altri è già di per sé una discriminazione.
In più la Ue ritiene questa sorta di ‘donazione’ sproporzionata al ‘presunto danno’ arrecato agli operatori storici dall’anticipazione di qualche mese dello switch-off. Il danno, agli occhi di Bruxelles, sarebbe invece ‘trascurabile’.
La Francia, che ha due mesi per rispondere alla Commissione, dovrà quindi rivedere la disposizione per renderla conforme al diritto Ue, se desidera evitare il deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione. Sicuramente non si arriverà a tanto. Nei giorni scorsi, il presidente del CSA, Michel Boyon, intervenendo sulla questione dei canali bonus, aveva consigliato l’abrogazione definitiva della disposizione, in caso di parere contrario della Ue.
(28 settembre 2011)
© 2002-2012 Key4biz