Economia digitale: la ricetta dell’ETNO per stimolare gli investimenti e la competitività
“Perché l’Europa tragga il maggiore beneficio dalla diffusione delle tecnologie ICT in termini di crescita economica e occupazione, c’è bisogno di un contesto che incoraggi gli investimenti nelle reti di prossima generazione, di una più ampia disponibilità di servizi incentrati sui contenuti e di una chiara strategia che invogli i cittadini a usarli”.
Così l’Associazione europea degli operatori di telecomunicazione (ETNO) ha commentato la prima relazione annuale della Commissione europea sui progressi compiuti dagli Stati membri nell'ambito dell'iniziativa i2010, lanciata il 1° giugno 2005 per stimolare la crescita produttiva, la competitività e l’occupazione nell’economia digitale.
I trend positivi in termini
Nonostante i trend positivi in termini di ripresa degli investimenti e di sviluppo dei servizi - le tecnologie ICT sono il settore più innovativo e a maggiore intensità di ricerca dell'Unione europea - anche per l’ETNO la strada per raggiungere gli obiettivi fissati nell’iniziativa i2010 è ancora molto lunga.



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Per l’ETNO è basilare innanzitutto che il framework regolatorio sia passibile di un riesame in corso d’opera, in modo da renderlo conforme alla realtà mutevole del mercato. La competizione maggiore arriva infatti da nuovi player esterni al mercato delle tlc e che quindi non sono soggetti alle stesse regole delle telcos.
La transizione verso un settore
La revisione deve mirare ad accelerare la transizione verso un settore che sia trainato dalle forze di mercato per stimolare ulteriormente gli investimenti nelle infrastrutture alternative e per raggiungere una competizione sostenibile proprio perché incentrata sugli impianti.
Per stimolare l’adozione delle tecnologie ICT sul mercato consumer, sottolinea ancora l'ETNO, servono servizi digitali basati su contenuti innovativi.
Nel settore si convogliano già ingenti investimenti, ma l’incertezza normativa legata alla possibile estensione delle leggi dell’audiovisivo ai nuovi servizi digitali on demand – già adeguatamente coperti dalla direttiva sull’eCommerce – rischia di scoraggiare ulteriori sviluppi del mercato.
Restando sul piano normativo, le autorità pubbliche comunitarie e nazionali hanno il ruolo fondamentale di focalizzarsi sulla creazione delle condizioni favorevoli a stimolare gli investimenti e a promuovere l’adozione dei servizi ICT in tutti i segmenti dell’economia e della società.
L’Associazione, infine, sottolinea anche il ruolo centrale dei suoi membri per assicurare il successo dell’iniziativa i2010, attraverso maggiori investimenti nelle nuove reti e nei servizi a esse connessi e attraverso l’impegno a contribuire a una società dell’informazione per tutti.
Lo scorso anno 35 miliardi
Gli operatori membri dell’ETNO hanno investito lo scorso anno 35 miliardi di euro per il lancio di nuovi servizi consumer sia sulle reti fisse che sulle reti mobili.
“Il ruolo dei membri dell’ETNO va al di là della semplice fornitura di servizi di e-communication. Attraverso i loro investimenti in ricerca e sviluppo forniscono ai consumatori servizi innovativi, ma cercano anche di risolvere le esigenze di particolari categorie come gli anziani e i disabili”, ha spiegato il direttore dell’associazione, Michael Bartholomew, sottolineando infine come “il contributo dell’ETNO all’economia e alla società è significativo”.
(24 maggio 2006)
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