Unione Europea Gli artisti europei contro la Ue: non toccate la tassa sulla copia privata
Parte da Bruxelles “Alliance Culture d'abord”, costituita da alcuni artisti europei per difendere la tassa sulla copia privata.
L’iniziativa parte per timore che la Commissione Ue possa rimetterla in discussione, cedendo alle pressioni dell’industria dell’elettronica e del software.
I diritti d’autore
A nome delle società europee per i diritti d’autore, gli artisti e diversi produttori noti, hanno difeso l’attuale sistema ritenendolo indispensabile al fine di remunerare gli artisti, finanziare la creazione e la produzione, e preservare la diversità culturale in Europa.



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“La tassa sulla copia privata è il mezzo più giusto e intelligente che si sia trovato per remunerare gli autori”, ha sottolineato il promotore dell’iniziativa Bertrand Tavernier, indignato che “…la Commissione voglia rimetterla in causa senza alcuna concertazione né dialogo con gli autori”.
I nostri lavori
“Senza i nostri lavori, non ci sarebbero dei produttori perché non ci sarebbe niente da distribuire”, ha commentato Tavernier, che non ha risparmiato aspre critiche al Commissario Ue al mercato interno, Charlie Mc Creevy, accusandolo di “incompetenza e arroganza”.
Il Commissario Mc Creevy ha dichiarato proprio ieri che prossimamente verranno presente alcune Raccomandazioni su questa questione.
La grande maggioranza degli Stati membri Ue, eccetto la Gran Bretagna dove la copia privata è vietata, autorizza la copia per uso familiare, calcolando però un contributo per l’autore.
Secondo Culture d'abord, solo nel 2005 la tassa sulla copia privata delle opere digitali, applicata ai supporti vergine (Cd, Dvd, lettori MP3…), ha portato in Europa 560 milioni di euro al canale degli aventi diritto.
“Il diritto d’autore è l’unica entrata per l’autore”, ha insistito il compositore italiano Roman Vlad.
Il produttore francese
Molto diretto il produttore francese, Patrick Zelnik, che ha definito “aberrante” il progetto della Commissione Ue che, secondo lui, provocherebbe un “suicidio collettivo per la musica” e la “diversità culturale” in Europa.
Dalla loro, le industrie d’elettronica e del software ritengono questo compenso superato davanti all’impiego dei sistemi DRM, tecnologie che consentono agli aventi diritto d'esercitare e amministrare i diritti digitali.
Ma per il cantante francese Yves Duteil, i sistemi DRM sono “insufficienti poiché esistono miliardi di opere che circolano senza alcuna protezione”, aggiungendo che la posizione della Commissione “manca di realismo”.
In conclusione Duteil ha ricordato che “…i produttori guadagnano utili enormi e non versano che una minuscola parte per la copia privata”.
(19 ottobre 2006)
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