Unione Europea

La Ue ancora all’attacco di Microsoft. Dal Pino: ‘Senza una forte protezione della proprietà intellettuale, gli inventori non sarebbero più incentivati a investire’

“Siamo pronti a impegnarci fino in fondo e di più se necessario per soddisfare le richieste della Commissione europea e non credo che ulteriori multe siano la soluzione”. A parlare è Pier Luigi Dal Pino, Direttore Rapporti Istituzionali Microsoft Italia, che subito dopo l’audizione a Bruxelles ha dichiarato a Key4biz che “Per oltre un anno e mezzo si è lavorato duramente in Microsoft per ottemperare a tutte le richieste fatte dalla Commissione”. Questa mattina, si è aperta la due giorni a porte chiuse tra i servizi per la Concorrenza dell'esecutivo Ue e i rappresentanti legali di Microsoft per il contenzioso sulla multa da 497 milioni di euro inflitta da Bruxelles nel 2004. I rappresentanti del gruppo di Redmond hanno fino a domani per far valere le loro posizioni, altrimenti l'esecutivo Ue potrebbe decidere di imporre multe fino a 2 milioni di euro al giorno nei confronti di Microsoft, tra l’altro retroattive a decorrere dal 15 dicembre 2005.

La Microsoft faccia più di quello

Jonathan Todd, portavoce della Commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, ha precisato: “Non è necessario che la Microsoft faccia più di quello che le è stato chiesto, basterebbe che faccia ciò che deve fare, in linea con la decisione della Commissione europea del marzo 2004”.




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E se Microsoft fornisse le informazioni richieste, ha proseguito il portavoce, “chiaramente sarebbe la migliore soluzione per tutti”. Nel frattempo, ha sottolineato Todd, “non spetta alla Commissione spiegare a Microsoft esattamente cosa deve fare”.

I termini della decisione

“Tutto quello che devono fare - ha ribadito -, è rispettare i termini della decisione, espressi nero su bianco, presa due anni fa, fornendo le informazioni tecniche necessarie affinché i concorrenti possano realizzare prodotti compatibili con i software Microsoft. Speriamo solo che si decida a farlo presto”. Il portavoce ha quindi concluso: “Molte società ci hanno detto che le informazioni fornite da Microsoft non sono adeguate e, in particolare, il nostro fiduciario indipendente - consulente della Commissione - ci ha detto che la documentazione è assolutamente inutile”. Microsoft sostiene d’aver ottemperato alle richieste della Ue. “Abbiamo assemblato oltre 12.000 pagine di documentazione tecnica - ci ha detto Dal Pino - e rilasciato l’intero codice sorgente attraverso un sistema di licenze ed un supporto tecnico gratuito per rendere disponibili ai concorrenti tutte le informazioni disponibili”. Una condotta condivisa anche da esperti indipendenti che, come sottolinea il dirigente Microsoft, “ritengono che il processo per adeguarsi alla sentenza della Commissione intrapreso da Microsoft, che include il fornire documentazione di qualità e il partecipare ad un processo interattivo per assistere i licenziatari nell’utilizzo della documentazione, è in linea con la prassi standard del settore ed è anche l’unico modo per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla Commissione”. Dal Pino ricorda che “Segreti industriali e funzionalità dei nostri prodotti sono stati messi a disposizione dei concorrenti come richiesto dalla Commissione ed allo stesso tempo tutelati con termini di licenza ragionevoli che ne salvaguardano la proprietà intellettuale come previsto dalla normativa europea”.

La Commissione ritiene ancora questo impegno

Ma la Commissione ritiene ancora questo impegno non sufficiente. “L'unica cosa che la Microsoft deve fare è fornire ai concorrenti le informazioni tecniche sull'interfaccia in modo da permettere loro di offrire prodotti interoperabili con il sistema operativo Windows di Microsoft: Tutto qui”, ha dichiarato stamani rispondendo alle affermazioni dei legali di Microsoft. E’ chiaro che la società di Bill Gates è pronta a impegnarsi di più per soddisfare le richieste della Commissione europea, ma non accetta le possibili multe giornaliere che Bruxelles minaccia di imporre in caso di mancato rispetto degli impegni presi nel 2004. Lo ha confermato il capo dell'ufficio legale del colosso Usa, Brad Smith, all'inizio dell'attesa udienza. In mattinata, questi aveva affermato che la Microsoft “è disposta a fare di più, ma non può farlo da sola. Le multe giornaliere non sono la soluzione”. La cosa fondamentale, che il Direttore Rapporti Istituzionali Microsoft Italia sottolinea a Key4biz, è che “Al centro di tutto questo caso c’è l’abilità e la possibilità in futuro per un inventore di continuare ad innovare e proteggere le sue innovazioni. La protezione della proprietà Intellettuale permette alle aziende e ai privati di proteggere le loro idee e di realizzare un valore dal loro investimento”.

Una forte protezione della proprietà intellettuale

“Senza una forte protezione della proprietà intellettuale – sottolinea Dal Pino - gli inventori non sarebbero più incentivati a investire ingenti quantità di tempo e denaro nello sviluppo di nuove soluzioni da offrire ai consumatori”. Le recenti accuse a Microsoft sono basate sui rapporti di un supervisore indipendente e di altri esperti così come sulle discussioni con i produttori di software che hanno la licenza del codice di comunicazione al cuore della disputa. Microsoft è del parere che le Autorità europee si sarebbero messe d'accordo con i supervisori e i rivali prima di presentare le accuse, affermando di aver bisogno di vedere la corrispondenza tra loro per mettere a punto la difesa. Per questo il colosso americano ha fatto causa negli Stati Uniti per costringere Sun Microsystems, IBM, Oracle e Novell a presentare la corrispondenza con l'Ue come prova nella sua battaglia legale sulla decisione del 2004, che sarà portata davanti al Tribunale di primo grado dell'Ue alla fine di aprile. Dopo l'audizione di Microsoft, in cui saranno ascoltate le altre parti in causa, fra cui alcuni rivali del gruppo, la Commissione avrà bisogno di “almeno qualche settimana” per pronunciarsi.

Le informazioni ottenute durante questa udienza

Il portavoce ha infatti spiegato che si tratta di “una questione complicata e dovremo digerire molto attentamente sia le informazioni ottenute durante questa udienza, sia le informazioni scritte che ci sono state consegnate”. Quindi, ha concluso Todd, a risposta di Bruxelles "non arriverà certo la settimana prossima”. Sotto la lente di Bruxelles c'è inoltre la compatibilità di Windows Vista con i prodotti rivali. "C'è la possibilità che non siano state date tutte le informazioni tecniche necessarie affinché i concorrenti siano in condizioni di creare un prodotto che sia compatibile con Vista", ha precisato Todd. In ogni caso, qualunque inchiesta su Vista è da considerarsi separata rispetto all'attuale battaglia legale.

(30 marzo 2006)

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