Unione Europea

Liberalizzazione e unbundling: il mercato Tlc sotto la lente Ue. Arriva la proposta della Reding

Sulla scia dei giganti dell’energia, i principali gruppi di telecomunicazioni europei potrebbero essere i prossimi a dover separare le loro infrastrutture di rete per rafforzare la concorrenza. La prospettiva viene da un’ampia riforma che la Commissione Europea è in procinto di proporre per il settore delle telecomunicazioni. Il commissario per la Società dell’Informazione Viviane Reding è già intervenuta sul settore Tlc la scorsa estate ottenendo l’abbassamento delle tariffe della telefonia mobile e torna ora con la proposta di due grandi misure: l’istituzione di un nuovo regolatore paneuropeo e la separazione funzionaledella rete di accesso.

I maggiori operatori di telefonia isolino

Quest’ultima prevede che i maggiori operatori di telefonia isolino la gestione delle loro reti in una nuova divisione priva di contatti con le altre attività, al fine di assicurare condizioni di accesso ugualitarie sia ai concorrenti che alle proprie filiali. Tuttavia, la misura farà parte delle soluzioni proposte ai regolatori nazionali per migliorare la concorrenza e sarà utilizzata soltanto in casi estremi.




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La Commissione era stata più rigida con i gruppi di energia, obbligati da subito a separare le proprie reti di trasporto di gas ed elettricità e il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes, riferendosi alla separazione delle reti nell’energia, ha sottolineato più volte la differenza con il mercato delle telecomunicazioni, che presenta già una certa concorrenza.

La minaccia di una riduzione degli investimenti

La reazione dell’industria Tlc non ha tardato a farsi sentire, con la minaccia di una riduzione degli investimenti da parte di tutti i gruppi, restii ad investire nelle reti di accesso con il rischio di doverle poi cedere di nuovo. Secondo l’associazione europea degli operatori di rete Etno, la nuova e più rigida regolamentazione paventata dalla Commissione scoraggerà i grandi investimenti privati nelle reti di nuova generazione e stima a 10 miliardi di euro gli investimenti a rischio nei prossimi anni. La UE vuole poi istituire un regolatore paneuropeo per far fronte alla scarsa cooperazione tra le Autorità nazionali, spesso influenzate dai governi e troppo legate agli operatori. Anche questo ha suscitato una forte reazione di opposizione degli operatori. Viviane Reding proporrà anche delle nuove misure a tutela dei consumatori, ad esempio nel caso di passaggio da un operatore all’altro. Uno dei temi caldi che Viviane Reding dovrà affrontare prossimamente sarà quello della redistribuzione delle frequenze che saranno rese disponibili nei prossimi anni con il graduale passaggio della televisione dall’analogico al digitale. Queste frequenze interessano soprattutto i gruppi di telefonia mobile che necessitano di banda per lanciare nuovi servizi come la Mobile Tv. Viviane Reding auspica l’entrata in vigore delle diverse misure per il 2010, dopo l’approvazione del Parlamento Europeo e dei Paesi membri dell’UE.

(14 novembre 2007)

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