Unione Europea

Pacchetto telecom: il consiglio dei ministri Ue discuterà domani strategia per approvazione rapida della riforma

Si riunirà domani 11 giugno a Bruxelles il Consiglio dei ministri europei delle telecomunicazioni, che tratterà delle principali questioni relative alla società dell'informazione – dalla sicurezza delle reti al futuro di internet – ma soprattutto discuterà informalmente la strategia da seguire per l’adozione del pacchetto telecom, arenatosi su un emendamento inserito in ultima battuta e relativo alla lotta al download di contenuti protetti da copyright. La Commissione europea sarà rappresentata dal commissario Viviane Reding, che ha sottolineato l’importanza di fornire all’industria delle telecomunicazioni “la certezza del diritto per favorire gli investimenti e un più facile accesso allo spettro radio per i servizi wireless”, in particolare in questi tempi di difficile congiuntura economica.

Il massimo dei vantaggi legati

Ai 500 milioni di utenti europei che si avvalgono dei servizi telecom e internet, bisogna invece garantire il massimo dei vantaggi legati a una concorrenza effettiva tra gli operatori del mercato: prezzi competitivi, dunque, ma anche accesso universale a internet e tutela della privacy.




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“Tutte queste riforme – ha detto la Reding – potrebbero essere compiute già entro quest’anno”, dal momento che il 99% del testo del pacchetto telecom è stato concordato tra il Parlamento europeo e il Consiglio, ed è pronto a entrare in vigore.

Le forze politiche affinché

La Reding si è quindi appellata a tutte le forze politiche affinché nei prossimi giorni facciano del loro meglio per risolvere l’ultima questione rimasta irrisolta, ossia il nodo delle restrizioni da applicare al download di contenuti illegali dalla rete. In questo modo, ha concluso il commissario Reding, potrà essere smentito chi ritiene che la mancanza di competitività dell’Europa sia legata alla lunga durata dei processi decisionali. Il cosiddetto pacchetto telecom mira a modificare 6 diverse direttive Ue (direttiva quadro, direttiva accesso, direttiva autorizzazioni, direttiva servizio universale, direttiva sulla ePrivacy e la connessa direttiva GSM), e prevede altresì l'istituzione di un’Authority europea per le telecomunicazioni chiamata "BEREC". Il 6 maggio, il Parlamento europeo ha approvato in seconda lettura, con una schiacciante maggioranza, tutte le parti del pacchetto, con particolare sostegno alle nuove direttive in materia di e-privacy, GSM e servizio universale, e all'istituzione della nuova Autorità europea "BEREC", una serie di norme atte a garantire una gestione efficiente dello spettro radio e funzionali alla rimozione degli ostacoli normativi e delle troppe incongruenze che ancora sussistono nel mercato unico delle telecomunicazioni. Tuttavia il Parlamento europeo ha deciso, nel suo voto in plenaria, di aggiungere un emendamento alla riforma della direttiva quadro per richiedere ai regolatori nazionali il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione europea, anche di quelli che scaricano contenuti protetti da copyright dalla rete. Parlamento europeo e Consiglio non hanno ancora raggiunto un accordo su questo emendamento e ciò potrebbe quindi richiedere ulteriori negoziati.

Una rapida approvazione del pacchetto

I ministri, domani, discuteranno in maniera informale di come procedere per una rapida approvazione del pacchetto. Mentre alcune parti della riforma sono di cruciale importanza per l'industria delle telecomunicazioni (la riforma della direttiva GSM, promette, ad esempio, di far risparmiare oltre 1 miliardo e mezzo di euro agli operatori, che quali potranno fornire e sviluppare tecnologie senza fili innovative in modo più semplice e redditizio, attraverso le frequenze utilizzate dai cellulari GSM), altre riguardano nuovi importanti diritti per i consumatori (come ad esempio la riforma della direttiva sul servizio universale, in base alla quale i consumatori saranno in grado di cambiare operatore di telefonia mobile o fissa, entro un giorno lavorativo). L’Associazione degli operatori europei Etno, delusa dalla mancata approvazione del pacchetto, auspica la rapida soluzione della questione sottolineando che “la riforma è necessaria per dare un chiaro segnale a chi vuole investire nelle reti di nuova generazione”.

(10 giugno 2009)

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