Francia
Riforma dell’audiovisivo: il senato francese vota la tassa per Cellcos e Isp. Contribuirà a compensare le perdite per l’eliminazione degli spot
Continua in Francia la polemica intorno al progetto di riforma dell’audiovisivo nazionale. Ma ciò che sta surriscaldato più di tutto gli animi è la decisione di ieri del senato di inserire una tassa per gli internet provider e gli operatori di telefonia mobile, per compensare la soppressione progressiva della pubblicità dalla Tv pubblica.
La tassa sarà dello 0,9% sui servizi forniti da cellcos e Isp, le cui entrate annuali (prodotte da abbonamenti e altro) eccedono i 5 milioni di euro.



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Una modifica, voluta dal senatore Bruneau Retailleau (NI), consente a operatori e provider di dedurre una parte della somma dovuta, in modo da “incentivare gli investimenti di questi player nella copertura digitale del territorio”.
Una sorta di “nicchia” fiscale
Il Ministro della Cultura, Christine Albanel, che si è opposta a questa misura, aveva invece proposto una sorta di “nicchia” fiscale a vantaggio di questi operatori.
Prima dell’introduzione di questo provvedimento, Bernadette Bourzai (Ps), aveva sottolineato il proprio timore, spiegando che la tassa potrebbe “aggravare la frattura digitale del Paese”.
I senatori hanno poi respinto alcuni emendamenti del gruppo comunista e dei Verdi che intendevano portare la tassa dallo 0,9% al 2%.
Un emendamento del senatore dell’Unione centrista
Per contro, un emendamento del senatore dell’Unione centrista, Hervé Maurey, prevedeva invece un abbassamento dallo 0,9% allo 0,5%, in modo da “seguire le indicazioni della Commissione Copé”. Anche questo però è stato respinto.
Successivamente, il Senato ha votato una tassa modulabile che potrà variare tra l’1,5% e il 3% sulla pubblicità trasmessa dai canali televisivi privati che hanno entrate pubblicitarie superiori agli 11 milioni di euro.
Per il governo si tratta di compensare le perdite - stimate in 450 milioni di euro l’anno - dovute all’eliminazione parziale della pubblicità dalle reti di France Télévisions, entrata in vigore a partire dal 5 gennaio.
(16 gennaio 2009)
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