Spettro, regolamentazione, roaming: si fa serrato il confronto tra la industry e la Ue
La scarsa adozione delle tecnologie ICT è uno dei fattori alla base del declino della produttività in Europa.
A dirlo è l’ETNO, l’associazione che raccoglie gli operatori di rete europei, che chiede ai decisori politici comunitari e nazionali di creare le giuste condizioni e gli incentivi perché le aziende investano nel settore e perché i servizi innovativi possano finalmente decollare.
I provider di comunicazione
Per i provider di comunicazione è essenziale “creare fiducia e migliorare la sicurezza” e per questo gli operatori continuano a immettere sul mercato nuove soluzioni tecnologiche e a realizzare iniziative di auto-regolamentazione. Ma qualsiasi strategia per dovrebbe essere basata su una forte collaborazione tra pubblico e privato.



Vodafone: ricavi 2011 sopra le attese....
Nonostante le difficolta' del contesto macroeconomico, Vodafone ha...
Nomine AgCom. Maurizio De'cina: "Si'...
Come e' noto Key4biz ha lanciato ieri una campagna di chiarezza per la...
America Movil: la societa' di Carlos...
E' scontro aperto tra America Movil e l'OECD dopo la pubblicazione di un...
Internet mobile: per SAMENA ed ETNO,...
Ridefinire e ripensare i modelli attuali di Internet a fronte della costante...
Ministero dell'Ambiente e Telecom Italia:...
È stato siglato oggi dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini e...
RadioTv Forum. Le Tv locali denunciano:...
Grande giornata di apertura oggi della VII edizione del RadioTv Forum di...
Libri: l'Iva potrebbe tornare al 5,5%....
Buone notizie per gli editori francesi. Il nuovo governo manterra' le...
I limiti del diritto di cronaca tra...
Una gambizzazione, suicidi mediatici, una tentata strage con una giovane...
Editoria: quasi 2 milioni di italiani...
Lo stato di salute dell'editoria italiana, 2010-2011, in un Report...
Facebook e lo strapotere di Morgan...
Bolla o non bolla? Il rischio era gia' stato prospettato da alcuni analisti...
Google finalizza l'operazione Motorola...
Google ha completato l'acquisizione di Motorola Mobility per 40 dollari...
WSJ: e' Tim Cook il Ceo Usa piu' pagato,...
E' l'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, con un compenso da 378...
Social network alleati del business?...
Fin dalla loro comparsa, i social network sono stati accusati di essere...
Il premio Apps4Italy intitolato a Melissa...
Sono stati decretati oggi a FORUM PA i vincitori del contest Apps4Italy,...
Open Data: online i dati in formato...
E' online la nuova area Open Data del portale del Ministero (ww...
Videogiochi: I creatori di Kingdoms...
Pare incredibile, ma nonostante il successo del proprio gioco, Kingodms...
Grosse novita' in arrivo da ...
Secondo il magazine PSM3, Sony sha in serbo un importantissimo annuncio,...
La nuova Xbox non sara' in vendita prima...
Continuano i rumor sulla next-gen. Questa volta e' il turno di Microsoft,...
Playstation 4 spunta in un c...
Frederick Umminger e' uno sconosciuto ingegnere software, salito oggi agli...
|
La disponibilità di frequenze radio è cruciale per il roll-out di servizi innovativi. L’ETNO si dice soddisfatta della proposta della Commissione di introdurre la libertà di utilizzare lo spettro a seconda delle esigenze ma c’è, tuttavia, il bisogno di valutare in dettaglio le questioni di compatibilità, come il rischio di interferenze e la riduzione di interoperabilità, per assicurare agli operatori di beneficiare di servizi di alta qualità.
Una gestione più liberale dello spettro dovrebbe dunque avvenire...
La transizione verso una gestione più liberale dello spettro dovrebbe dunque avvenire in maniera “progressiva e armonizzata”.
A settembre del 2005, la Ue ha proposto una nuova strategia per assicurare un uso più efficiente dello spettro a livello pan-europeo. Il Commissario Viviane Reding ha suggerito la creazione di un’agenzia europea per la gestione di questa risorsa così preziosa e limitata anche se molti ministri, ha detto la Reding, “hanno reagito con scetticismo e menzionato le difficoltà di un simile approccio”.
Secondo l'industria, però, l’evoluzione verso un approccio allo spettro guidato dal mercato dovrebbe anche riflettersi nell’approccio generale ai mercati delle comunicazioni. La maggior parte degli operatori europei lamentano l’estensione sistematica dell’intervento regolatorio, nonostante l’aumento della concorrenza e i rapidi cambiamenti tecnologici. Le discussioni sulla possibile introduzione della separazione funzionale e strutturale come nuovo rimedio regolatorio sono espressione di questa tendenza.
L’estensione della regolazione, ha spiegato tuttavia la Reding, va inserita nella “ricerca di economie di scala e nell’implementazione di strategie pan-europee e di investimenti cross-border”, che hanno guidato la realizzazione di fusioni e acquisizioni per oltre 70 miliardi di euro nel 2005, il livello più alto dal 2000.
Attualmente, ha detto ancora il Commissario, “gli incumbent maturano dal 5 al 27% dei loro profitti al di fuori del loro mercato domestico e molti di loro guadagnano competitività nei diversi mercati pur restando dominanti a casa loro”.
La Reding
Per favorire questo trend, ha spiegato la Reding, “abbiamo bisogno di maggiore uniformità ed efficacia nell’applicazione di rimedi atti a evitare la frammentazione del mercato interno”.
La Commissione ha dunque proposto, come una delle possibili opzioni, di estendere il controllo del mercato interno, già esercitato con riguardo alle analisi di mercato, anche ai rimedi.
“In qualità di custode della legge, la Commissione deve poter dire a un regolatore nazionale che una misura proposta per rimediare a un problema di concorrenza, è inadeguata e chiedere all’Authority di adottare velocemente un rimedio adeguato”, ha concluso la Reding, aggiungendo di sapere bene che questa proposta è invisa all’ETNO, che confida sull’operato esclusivo delle autorità nazionali, che ben conoscono i loro mercati.
Per l’associazione degli operatori, infatti, il mercato delle comunicazioni elettroniche dovrebbe essere considerato come qualsiasi altro settore innovativo.
Gli strumenti regolatori ex-ante, ideati per le reti telefoniche pubbliche, che pure hanno contribuito all’apertura dei mercati, portando maggiore competizione e scelta per i consumatori, per l’ETNO, non si confanno a un “settore altamente competitivo, dinamico e convergente” come quello delle comunicazioni elettroniche.
La fibra ottica e il cavo
L’ETNO teme, in sostanza, che l’Europa continui a perdere terreno in settori cruciali come quello dello sviluppo di infrastrutture alternative, come la fibra ottica e il cavo, in cui il Vecchio Continente è già in forte ritardo rispetto alle altre economie avanzate, con conseguenze disastrose per la competitività delle aziende e la libertà di scelta dei consumatori.
Nell’ambito della revisione del quadro normativo per le comunicazioni elettroniche, “è vitale – conclude l’ETNO – creare un ambiente che incoraggi gli investimenti di rischio nelle reti di prossima generazione, prendendo in considerazione le specificità delle nuove reti”.
Per questo gli operatori chiedono l’inclusione di un chiaro meccanismo e di un programma preciso per la graduale evoluzione verso interventi sulla concorrenza ex-post, ovvero misure repressive piuttosto che interventi di conformazione.
L’ETNO entra infine nel merito del contenzioso sul roaming, chiedendo alla Ue di tenere in considerazione gli sforzi dell’industria per la riduzione delle tariffe del servizio e di evitare, dunque, “interventi che riducano la capacità di investimento degli operatori e di garantire agli utenti la liberta di scelta in un settore che rappresenta uno dei maggiori driver di crescita e competitività dell’Europa”.
Su questo argomento, tuttavia, la Reding sembra inflessibile e prevede di giungere a un accordo per varare la nuova regolamentazione già per la prossima estate.
(15 dicembre 2006)
© 2002-2012 Key4biz