Unione Europea Tlc e broadcasting: la proposta di Direttiva Ue lascia perplessi gli operatori
Le proposte di aggiornamento delle regole europee sul broadcasting, presentate a dicembre dalla Commissione europea per stare al passo con lo sviluppo tecnologico e gli sviluppi del mercato nel settore audiovisivo in Europa non hanno ricevuto il consenso unanime dell’industria mobile e media.
Molte compagnie – tra cui BT Group, Vodafone, ITV e le filiali britanniche di Yahoo!, Intel e Cisco Systems - hanno spiegato che la proposta di imporre ai new media le regole dei broadcaster tradizionali potrebbe avere “conseguenze inaspettate” e ripercussioni negative sugli investimenti.
Il principio di una migliore regolamentazione
In linea con il principio di una migliore regolamentazione, la proposta del commissario ai media e alla società dell’informazione Viviane Reding, intende alleggerire la normativa che grava sui fornitori europei di servizi televisivi e di tipo televisivo e rendere più flessibile il finanziamento dei contenuti audiovisivi con nuove forme di pubblicità.



Vodafone: ricavi 2011 sopra le attese....
Nonostante le difficolta' del contesto macroeconomico, Vodafone ha...
Nomine AgCom. Maurizio De'cina: "Si'...
Come e' noto Key4biz ha lanciato ieri una campagna di chiarezza per la...
America Movil: la societa' di Carlos...
E' scontro aperto tra America Movil e l'OECD dopo la pubblicazione di un...
Internet mobile: per SAMENA ed ETNO,...
Ridefinire e ripensare i modelli attuali di Internet a fronte della costante...
Ministero dell'Ambiente e Telecom Italia:...
È stato siglato oggi dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini e...
RadioTv Forum. Le Tv locali denunciano:...
Grande giornata di apertura oggi della VII edizione del RadioTv Forum di...
Libri: l'Iva potrebbe tornare al 5,5%....
Buone notizie per gli editori francesi. Il nuovo governo manterra' le...
I limiti del diritto di cronaca tra...
Una gambizzazione, suicidi mediatici, una tentata strage con una giovane...
Editoria: quasi 2 milioni di italiani...
Lo stato di salute dell'editoria italiana, 2010-2011, in un Report...
Facebook e lo strapotere di Morgan...
Bolla o non bolla? Il rischio era gia' stato prospettato da alcuni analisti...
Google finalizza l'operazione Motorola...
Google ha completato l'acquisizione di Motorola Mobility per 40 dollari...
WSJ: e' Tim Cook il Ceo Usa piu' pagato,...
E' l'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, con un compenso da 378...
Social network alleati del business?...
Fin dalla loro comparsa, i social network sono stati accusati di essere...
Il premio Apps4Italy intitolato a Melissa...
Sono stati decretati oggi a FORUM PA i vincitori del contest Apps4Italy,...
Open Data: online i dati in formato...
E' online la nuova area Open Data del portale del Ministero (ww...
Videogiochi: I creatori di Kingdoms...
Pare incredibile, ma nonostante il successo del proprio gioco, Kingodms...
Grosse novita' in arrivo da ...
Secondo il magazine PSM3, Sony sha in serbo un importantissimo annuncio,...
La nuova Xbox non sara' in vendita prima...
Continuano i rumor sulla next-gen. Questa volta e' il turno di Microsoft,...
Playstation 4 spunta in un c...
Frederick Umminger e' uno sconosciuto ingegnere software, salito oggi agli...
|
La proposta introdurrà inoltre pari condizioni di concorrenza per tutte le società che forniscono servizi di tipo televisivo, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata per distribuirli (per es. radiodiffusione, trasmissione a banda larga ad alta velocità, telefoni cellulari di terza generazione).
Le varie normative nazionali sulla tutela
La Commissione propone quindi di sostituire le varie normative nazionali sulla tutela dei minori, contro l'incitamento all'odio razziale e contro la pubblicità occulta con un’unica norma minima di base, applicabile in tutta l'UE, per la protezione dei servizi audiovisivi a richiesta. Questo nuovo approccio politico dovrebbe accelerare l'avvento di un mercato unico uniforme dei servizi televisivi e di tipo televisivo e promuovere un'industria europea dei contenuti forte e creativa.
Il gruppo di ‘contestatori’, guidato dall’associazione Intellect e dal Broadband Stakeholder Group (BSG), si dice d’accordo con gli obiettivi della direttiva, incluse le questioni della protezione dei consumatori e della promozione di una solida economia europea, ma è anche preoccupata dei suoi possibili effetti collaterali.
Se lasciata invariata, la direttiva potrebbe danneggiare sia i nuovi media che quelli tradizionali e allontanare gli investimenti e l’innovazione dai mercati europei e potrebbe finire per ledere i consumatori indebolendo l’attuale legislazione e gli schemi di autoregolamentazione che fin qui hanno svolto un ruolo soddisfacente.
“Non stiamo dicendo che i nuovi servizi on-demand dovrebbero essere esclusi da standard legali - ha dichiarato John Higgins, direttore generale di Intellect – ma questo non è il metodo più efficace per proteggere i consumatori o per creare un forte settore media in Europa”.
La direttiva, insomma, rischia di complicare l’operato delle aziende, di creare un eccesso di regolamentazione e di svantaggiare i consumatori poiché la sua “portata è troppo ampia e le definizioni usate troppo vaghe”, ha spiegato Antony Walker, CEO di BSG, che ha sottolineato come il risultato del provvedimento potrebbe rivelarsi troppo complicato da implementare o addirittura inapplicabile.
Anche Richard Nash, segretario generale della European Internet Services Providers Association si è detto perplesso dalla ‘mancanza di chiarezza’ della proposta della Ue che dovrà comunque ricevere l’approvazione del Parlamento europeo e dei 25 Stati membri prima di essere adottata.
(21 aprile 2006)
© 2002-2012 Key4biz