Unione Europea
Tlc: l’industria chiede alla Ue maggiore libertà d’azione e attenzione sulle reti NGN
L’industria delle telecomunicazioni, con i suoi servizi e i suoi apparati, è una delle forze trainanti dell’economia europea: negli ultimi 5 anni il suo contributo alla crescita del PIL Ue è stato maggiore rispetto all’industria IT e attualmente costituisce il 3% del prodotto interno lordo europeo.
Sono queste le cifre salienti che i rappresentanti del Brussels Round Table, che riunisce le principali industrie europee del settore ICT – tra cui Alcatel-Lucent, BT Group, Telecom Italia, France Telecom, Telefonica, Deutsche Telekom, Ericsson, Philips e Siemens hanno presentato ieri al commissario Ue Viviane Reding nel corso del vertice annuale sugli scenari di sviluppo del settore europeo delle comunicazioni elettroniche.
I rappresentanti dell’industria
L’incontro è stato occasione per i rappresentanti dell’industria di evidenziare le prospettive di sviluppo rese possibili dalle reti di nuova generazione, ma anche le criticità legate all’impianto regolatorio del settore, da superare se si vuole garantire un “aumento della fiducia degli investitori”.



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Il settore ICT nel 2006 ha generato ricavi per 607 miliardi di euro e rappresenta attualmente il 3,4% del totale dell'occupazione nell'area dell'euro.
La strada già intrapresa dalla Commissione verso l’eliminazione delle regole ex
Per questo, l’industria chiede innanzitutto “maggiore libertà d'azione sul mercato e maggiori certezze di ritorno sugli investimenti effettuati”, target raggiungibili seguendo la strada già intrapresa dalla Commissione verso l’eliminazione delle regole ex-ante sui mercati al dettaglio e attraverso la limitazione “dell’imposizione wholesale ai mercati chiave”.
Essenziale in questo contesto la centralità del ruolo della Commissione europea che, secondo il Brussel Round Table, dovrebbe avere maggiori poteri di controllo e non essere indebolita a favore del rafforzamento del ruolo dell’ERG, il gruppo dei regolatori europei, la cui presidenza spetta quest’anno all’Agcom.
Allo stesso tempo, l’industria ha chiesto il mantenimento dell’attuale sistema di notifica delle analisi di mercato che, però, dovrebbe essere reso “più trasparente”.
Rivolgendo invece lo sguardo al futuro prossimo, gli operatori del settore hanno posto l’accento sulla necessità di rafforzare gli investimenti nel mercato delle reti e dei servizi NGN, attraverso un contesto politico che ne incoraggi l’evoluzione.
Servono dunque nuovi approcci regolatori soprattutto in merito alla gestione dello spettro: aspetto che sta molto a cuore all’esecutivo europeo, che poche settimane fa ha presentato la sua nuova strategia per ridurre le restrizioni all’accesso e all’uso di questa risorsa essenziale così da sfruttare tutto il potenziale di alcune bande con nuovi prodotti e servizi wireless, e da incoraggiare lo sviluppo del mercato.
La neutralità tecnologica
Al centro dell’iniziativa Ue, l’intenzione di favorire la neutralità tecnologica e dei servizi nelle policy relative alla gestione dello spettro, di modo da garantire maggiore flessibilità nella pianificazione e nell’utilizzo delle risorse.
Ed è questo un punto condiviso dal Brussel Round Table, che si dice favorevole a “una maggiore flessibilità nella gestione dello spettro, promuovendone un utilizzo efficiente, armonizzato ed incrementando la disponibilità complessiva di spettro per il mercato”.
(13 marzo 2007)
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