Francia Tv del futuro: chiesti al governo francese maggiori incentivi per la TDT e regole certe per la Mobile Tv
La Francia procede nella sua marcia verso la Tv digitale terrestre (TDT), ma per rispettare la calendarizzazione, come spiega Dominique Baudis, presidente del Consiglio Superiore dell’Audiovisivo (Conseil Supérieur de l'Audiovisuel – CSA) avrà bisogno di ulteriori investimenti, “almeno 2 milioni di euro (…) per completare la missione”.
Per realizzare la piena copertura della TDT “abbiamo bisogno di mezzi”, ha sottolineato Baudis, “mezzi che abbiamo chiesto vengano inseriti nel budget in discussione al Parlamento e che fino a oggi non ci sono stati accordati”.
Il lavoro di pianificazione delle frequenze
Il presidente del CSA ha commentato che si tratta di mezzi modesti rispetto alla grande sfida rappresentata dal passaggio alla nuova tecnologia di trasmissione radiotelevisiva. “Sono solo 2 milioni di euro, necessari per fare il lavoro di pianificazione delle frequenze. Una spesa veramente modesta rispetto al considerevole impegno sociale, culturale ed economico”.



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Un gruppo di lavoro creato ad hoc dal CSA e dalla Direzione dello Sviluppo dei Media (Direction du Développement des Médias - DDM) ha recentemente pubblicato un Rapporto sull’accelerazione dello sviluppo della Tv digitale terrestre, in modo che per l’inizio del 2007 l’85% dei francesi possano ricevere la TDT. Al momento il digitale terrestre copre la metà del territorio francese.
Il gruppo Télévision numérique pour tous TNT
Intanto il gruppo Télévision numérique pour tous (TNT) ha annunciato che sono più di 1 milione le case in grado di ricevere i canali in digitale terrestre, stando ai dati forniti dall’istituto GFK che superano le più rosee previsioni.
Nelle zone attualmente coperte dalla TDT, il tasso di penetrazione è già del “9,5%, vale a dire 1 casa su 10”, ha precisato il gruppo.
Secondo l’istituto GFK, un totale di 1.035.000 ricevitori sono stati acquistati nei negozi, di cui 890.000 decoder, 35.000 televisori con integrato dispositivo per poter ricevere il segnale e 110.000 computer che consentono di vedere la TDT.
Il gruppo TNT ha aggiunto a queste cifre “più di 150.000 set top-box misti” che consentono di ricevere l’Adsl e la TDT, il satellite e la TDT o il canale criptato CanalPlus e la TDT, “messo a disposizione da Neuf Telecom e CanalPlus per i loro abbonanti”.
Riguardo ai soli decoder, “le previsioni iniziali erano di 700.000” dispositivi venduti nel 2005, ha ricordato il gruppo TNT, stimando che “quest’accelerazione delle vendite evidenzia un largo entusiasmo da parte pubblico”.
Il 31 marzo
Lanciata il 31 marzo, la TDT francese propone 18 canali gratuiti (di cui quattro lanciati il 13 ottobre) e dovrebbe poter arrivare a 12 milioni di famiglie, grazie all’ampliamento della copertura geografica per l’installazione di 15 nuovi trasmettitori il mese prossimo, per arrivare a 19 nuovi nella primavera del 2006 e a 24 nell’autunno.
Proseguono anche i confronti per quanto riguarda il futuro della Mobile Tv. Vivendi Universal ha chiesto al CSA di chiarire il quadro regolamentare dei futuri servizi di trasmissione televisiva su cellulare.
SFR, divisione mobile di Vivendi Universal, sta attualmente testando la tecnologia DVB-H (Digital Video Broadcast - Handheld) con CanalPlus, altra controllata di Vivendi, e lo sta facendo anche Nokia con un lancio previsto per il 2007.
“Vogliamo che il regolatore agisca il più rapidamente possibile per chiarire il quadro regolamentare”, ha dichiarato Jean-Bernard Levy, presidente di Vivendi Universal.
Anche Orange, divisione mobile di France Télécom (vedi scheda), e Bouygues hanno avviato i test per la Mobile Tv, considerata come un fonte importante di entrate per gli operatori telecom.
La televisione su telefonino
Secondo Strategy Analytics, 52 milioni di persone nel mondo guarderanno la televisione su telefonino nel 2009 e il mercato avrà un valore di 6,7 miliardi di dollari.
“La legislazione francese non ci permette di dare oggi risposte. Al momento non possiamo rilasciare licenze che ai produttori dei servizi televisivi”, ha dichiarato Francis Beck, membro del CSA.
(25 novembre 2005)
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