Deutsche Telekom fissa il prezzo per le azioni di T-Online a 8,99 euro

L'operatore tedesco Deutsche Telekom, numero uno del mercato europeo, ha pubblicato oggi la sua offerta di acquisto sulle azioni della divisione Internet T-Online, al prezzo unitario di 8,99 euro per azione.  

Il 26%

Gli azionisti di minoranza di T-Online, che controllano il 26% del capitale della società, potranno mettere in vendita i loro titoli fino al 4 febbraio 2005. Lo ha reso noto la società nel prospetto pubblicato sul sito web dell'operatore.




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Le quote di minoranza hanno

In totale, le quote di minoranza hanno un valore di 2,6 miliardi di euro.   In questo modo, Deutsche Telekom che intende portare a termine l'operazione di riscatto prima della fusione - potrà garantire la liquidità del mercato e la certezza del prezzo per gli azionisti.   La società conta di ritirare dal mercato le azioni residuali di T-Online scambiandole con azioni proprie a un prezzo fissato da esperti indipendenti. Questo sistema sarà meno remunerativo di un'offerta in contanti.

  Al termine dell'operazione, T-Online continuerà ad operare come unità indipendente in seno alla casa madre, senza impatto negativo sulla forza lavoro, chiarisce ancora il Gruppo.   Il colosso delle tlc europee, aveva annunciato il suo interesse a reintegrare la filiale e a procedere al suo delisting all'inizio di ottobre, sulla scia di quanto intrapreso anche da France Telecom con l'Isp Wanadoo. DT sta tentando comunque di accelerare al massimo l'operazione, per poter contare al più presto sulle sinergie derivanti dalla fusione.

  Tutto questo fermento è motivato dal fatto che il mercato della banda larga è uno dei più grandi business hi-tech degli ultimi anni e promette scintille per il prossimo futuro, con l'arrivo sul mercato di massa delle offerte triple play.   L'industria punta molto infatti sulla convergenza dei servizi voce video e dati su un'unica piattaforma, che permetterà un notevole abbassamento dei costi e molti altri vantaggi per gli utenti.  

Il patron di DT Kai

Ad esempio, spiega il patron di DT Kai-Uwe Ricke, quando i clienti acquistano dei servizi a banda larga per degli usi differenti, non vogliono avere a che fare con molti interlocutori.   L'integrazione di più servizi su un'unica piattaforma, permetterà dunque di rinforzare le sinergie e di evitare i "doppioni".   Per questo, uno dopo l'altro, i maggiori operatori europei puntano a riprendere in mano il controllo delle loro filiali Internet prima che l'euforia attorno alla new economy lasci il posto a un nuovo "sboom".

  Ricordiamo che T-Online venne quotata in Borsa 4 anni fa, nel pieno del boom delle dot.com, al prezzo unitario di 27,5 euro per azione. In un primo momento, i piccoli azionisti si erano strenuamente opposti a questo prezzo, ritenendolo inaccettabile anche alla luce del fatto che la reintegrazione permetterà al colosso tlc di godere delle liquidità dell'Isp, stimate intorno ai 4 miliardi di euro. I tempi, però, sono cambiati e pare che i risparmiatori dovranno piegarsi a "cause di forza maggiore" e accettare la proposta.  

La stessa operazione è stata avviata

Prima di DT, la stessa operazione è stata avviata da France Télécom con Wanadoo e dal gruppo spagnolo Telefonica con l'Isp Terra Lycos.   © 2004 Key4biz.it   Alessandra Talarico

    Per ulteriori approfondimenti, leggi:   Banda larga: Deutsche Telekom riprende il controllo di T-Online

(26 novembre 2004)

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