Tlc: gli incumbent perdono quota in tutta Europa, ma non in Italia
Gli operatori incumbent europei – ossia gli ex monopolisti - cominciano a perdere un po’ dappertutto quote di mercato nel settore della banda larga, ma non proprio dovunque e non precisamente in Italia.
Secondo i dati forniti dalla società InfoCom, se infatti in Finlandia la quota dell’operatore storico è scesa del 6,6% in un anno, portandosi al 31%, in Italia Telecom Italia controlla ancora l’89,2% del mercato e la sua quota è diminuita di poco più dell’1% dal 2004 al 2005.
Una quota di mercato inferiore
La Finlandia, oltre ai Paesi Bassi, è l’unico paese in cui l’incumbent controlla una quota di mercato inferiore al 50%



Vodafone: ricavi 2011 sopra le attese....
Nonostante le difficolta' del contesto macroeconomico, Vodafone ha...
Nomine AgCom. Maurizio De'cina: "Si'...
Come e' noto Key4biz ha lanciato ieri una campagna di chiarezza per la...
America Movil: la societa' di Carlos...
E' scontro aperto tra America Movil e l'OECD dopo la pubblicazione di un...
Internet mobile: per SAMENA ed ETNO,...
Ridefinire e ripensare i modelli attuali di Internet a fronte della costante...
Ministero dell'Ambiente e Telecom Italia:...
È stato siglato oggi dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini e...
RadioTv Forum. Le Tv locali denunciano:...
Grande giornata di apertura oggi della VII edizione del RadioTv Forum di...
Libri: l'Iva potrebbe tornare al 5,5%....
Buone notizie per gli editori francesi. Il nuovo governo manterra' le...
I limiti del diritto di cronaca tra...
Una gambizzazione, suicidi mediatici, una tentata strage con una giovane...
Editoria: quasi 2 milioni di italiani...
Lo stato di salute dell'editoria italiana, 2010-2011, in un Report...
Facebook e lo strapotere di Morgan...
Bolla o non bolla? Il rischio era gia' stato prospettato da alcuni analisti...
Google finalizza l'operazione Motorola...
Google ha completato l'acquisizione di Motorola Mobility per 40 dollari...
WSJ: e' Tim Cook il Ceo Usa piu' pagato,...
E' l'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, con un compenso da 378...
Social network alleati del business?...
Fin dalla loro comparsa, i social network sono stati accusati di essere...
Il premio Apps4Italy intitolato a Melissa...
Sono stati decretati oggi a FORUM PA i vincitori del contest Apps4Italy,...
Open Data: online i dati in formato...
E' online la nuova area Open Data del portale del Ministero (ww...
Videogiochi: I creatori di Kingdoms...
Pare incredibile, ma nonostante il successo del proprio gioco, Kingodms...
Grosse novita' in arrivo da ...
Secondo il magazine PSM3, Sony sha in serbo un importantissimo annuncio,...
La nuova Xbox non sara' in vendita prima...
Continuano i rumor sulla next-gen. Questa volta e' il turno di Microsoft,...
Playstation 4 spunta in un c...
Frederick Umminger e' uno sconosciuto ingegnere software, salito oggi agli...
|
Una diversità sicuramente attribuibile alla diversa struttura di mercato, ma che di fatto non toglie niente alla grave anomalia del mercato italiano delle telecomunicazioni a otto anni dalla sua liberalizzazione.
I due operatori dominanti
Non stanno meglio di noi, comunque, Portogallo e Germania, dove i due operatori dominanti - Portugal Telecom e Deutsche Telekom - controllano rispettivamente l’81,3% e il 74,4% del mercato della banda larga, sia via cavo che DSL.
È da dire, però, che tra il 2004 e lo scorso anno, l’incumbent tedesco ha ceduto ai provider alternativi – come Arcor e United Internet - la quota maggiore in Europa, perdendo il 10,1% del mercato, mentre Portugal Telecom ha visto la sua fetta diminuire del 2,7%.
Non in tutti i paesi europei, inoltre, gli incumbent hanno perso terreno: in Austria, Repubblica Ceca e Svizzera, infatti, gli operatori storici hanno addirittura rafforzato il loro predominio nella banda larga.
Rispetto al 2004, Telekom Austria ha guadagnato il 4,6% attestandosi al 50,8%; Cesky Telecom è risalita del 3,2% al 65,4% e Swisscom del 3,2% al 65,6%, nonostante la serrata concorrenza di operatori alternativi come Cablecom.
Anche l’operatore storico britannico, BT Group ha visto la sua quota di mercato aumentare del 3,1% al 69,5%.
Le spiegazioni del trend inverso
Tra le spiegazioni del trend inverso – spiega InfoCom – c’è che in questi paesi gli abbonamenti alle connessioni DSL sono nettamente superiori a quelli alle tecnologie via cavo e allo stesso tempo, l’uso delle linee liberalizzate (Unbundling Local Loop) – in grado di permettere anche ai new entrant di imporsi sul mercato con offerte convenienti – è decisamente basso.
(10 aprile 2006)
© 2002-2012 Key4biz