Umts: Bouygues attacca la Commissione europea per inadempienza
L'operatore mobile francese Bouygues Telecom ha attaccato la Commissione europea per non aver mai aperto un'inchiesta sulle licenze Umts concesse ai due rivali Orange e SFR, nonostante il ricorso presentato nel 2002.
Il terzo operatore mobile d'oltralpe
Davanti alla Commissione di Giustizia Ue, il terzo operatore mobile d'oltralpe ha rimproverato a Bruxelles di non aver mai preso una decisione riguardo il montante del "biglietto d'entrata" delle licenze concesse nel 2001 a Orange France e SFR.



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Un ricorso per carenza che mira
Questa volta, si tratta di un ricorso per carenza che mira a dimostrare che la Commissione non ha fatto il suo dovere depositato al tribunale di prima istanza della Comunità europea.
Bouygues vuole in pratica dimostrare che la Commissione si è "¿astenuta illegalmente dal prendere una posizione sul ricorso dei richiedenti, relativo agli aiuti accordati a Orange France e SFR sotto forma di riduzione retroattiva dei contributi per la licenza Umts".
Secondo l'operatore, lo Stato ha favorito in modo evidente soprattutto Orange, controllato dall'ex monopolista France Telecom.
Le licenze Umts a Orange e
Il governo francese ha attribuito le licenze Umts a Orange e SFR nel gennaio 2001, per un montante di 4,95 miliardi di euro. Nove mesi più tardi, si è deciso però di dividere questo prezzo per 8, sotto la pressione di Jean-Marie Messier, allora numero uno di Vivendi Universal - il gruppo che controlla SFR insieme al colosso britannico Vodafone.
La riduzione del costo delle licenze è stata considerata da Bouygues come un aiuto di Stato ai due operatori concorrenti. Aiuto che però ha consentito anche a Bouygues di portare a casa una licenza, nell'aprile del 2002.
L'operatore ha comunque deciso di fare ricorso all'Antitrust Ue nell'ottobre dello stesso anno, ribadendo che la riduzione dei costi delle tariffe avrebbe favorito in modo particolare gli altri due operatori, primi beneficiari delle licenze Umts.
Per quanto riguarda Orange in particolare, Bouygues punta il dito sul "regime fiscale derogatorio" a vantaggio dell'operatore storico e sulla diminuzione delle tasse di ritiro.
Su questi argomenti, e su molti altri portati avanti da Bouygues, la Commissione non si sarebbe mai pronunciata, limitandosi a inviare nel dicembre 2003 una lettera di risposta in cui indicava senza molti dettagli, che "¿l'esame delle misure contenenti potenziali aiuti di Stato a vantaggio di France Télécom è una delle priorità della Commissione'.
La procedura per carenza potrebbe richiedere diversi anni
Un portavoce della Corte di Giustizia europea ha precisato che la procedura per carenza potrebbe richiedere diversi anni e che al momento non è previsto nessun calendario. La Commissione, inoltre, potrebbe anche fare appello contro questa decisione.
Ci vorrà, dunque, ancora molto tempo perché il dossier possa essere chiuso.
A marzo scorso, tra l'altro, l'Autorità francese di regolazione delle tlc (ART) ha confermato ufficialmente lo slittamento del lancio dei servizi mobili di terza generazione alla fine di quest¿anno, allungando al contempo di 28 mesi gli obblighi di copertura imposti a Orange France e SFR.
La decisione, che sposterà l'obbligo di coprire almeno il 58% del territorio alla fine del 2005, deriva dalla constatazione delle difficoltà degli operatori nel rispettare i vincoli imposti al momento della concessione delle licenze.
Secondo i termini stabiliti nel 2001, SFR avrebbe dovuto lanciare i servizi entro marzo del 2002 e coprire il 75% della popolazione entro agosto 2003, mentre Orange doveva aprire le proprie reti a giugno del 2002 con una copertura del 58% entro agosto 2003.
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Alessandra Talarico
(09 giugno 2004)
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