Dividendo digitale: l’asta italiana supera i 3,2 miliardi. In Francia gara tra i 4 maggiori operatori
Mentre in Italia l’asta delle frequenze, che entrerà oggi nella dodicesima giornata di rilanci, è arrivata a un incasso totale di 3,23 miliardi di euro (per un incremento totale di 931 milioni di euro rispetto alle offerte iniziali), in Francia scade oggi il termine di presentazione delle offerte.
Tutti e 4 gli operatori attivi nel paese - Orange, SFR, Bouygues Telecom e Free – hanno depositato un’offerta per un primo lotto di frequenze, che saranno attribuite entro la metà di ottobre. La prima tornata dell’asta interesserà solo la banda 2,6Ghz, dalla cui vendita il Governo attende un incasso di 700 milioni. Le altre frequenze, sulla banda 800 MHz, saranno messe in vendita a dicembre e da queste si attende un introito di almeno 1,8 miliardi di euro.
La posta in gioco è importante anche
Il Governo d’oltralpe conta di incassare 2,5 miliardi di euro, ma la posta in gioco è importante anche per gli operatori che avranno la possibilità di aumentare la loro capacità per offrire ai clienti servizi a banda larga mobile di migliore qualità.



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Come sta accadendo in Italia – dove per un blocco a banda 800 sono stat superati i 450 milioni di euro - sarà su queste frequenze 'd'oro', fin qui riservate all'industria televisiva, che si consumerà la battaglia più serrata tra gli operatori. Alla gara per l’assegnazione di questi lotti, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero partecipare anche TDF e Google. Il gruppo americano aveva già partecipato, nel 2008, all’asta per le frequenze 4G vicine agli 800 Mhz, ma non aveva portato a casa nulla, nonostante un’offerta da 4,6 miliardi di dollari. Questa partecipazione, tuttavia, gli aveva consentito di fare pressione sugli operatori mobili affinché aprissero le loro reti a tutti i terminali e a qualsiasi applicazione, spianando così la strada al suo sistema operativo mobile, Android.
Il prezzo proposto e l’impegno
Le condizioni per l'assegnazione delle licenze sono state fissate a metà maggio dall’Arcep, sulla base di due criteri: il prezzo proposto e l’impegno ad accogliere l’ingresso di operatori virtuali.
Riguardo la copertura del territorio, i gestori che porteranno a casa le licenze dovranno inoltre impegnarsi a coprire il 99,6% della popolazione entro 15 anni, mentre il 90% della popolazione di ciascun dipartimento dovrà essere raggiunta dal servizio entro 12 anni.
(15 settembre 2011)
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