Gran Bretagna Google mira al mercato mobile britannico? Il gruppo pronto a muoversi dopo la decisione Ofcom di riallocare le frequenze Gsm
Sulla scia della decisione dell’Authority britannica delle tlc, che ha proposto di liberare parte delle frequenze Gsm utilizzate da Vodafone e O2 per accelerare il lancio di nuovi servizi mobili a banda larga, Google starebbe considerando di acquistare una porzione di spettro anche in Gran Bretagna.
Un passo che permetterebbe al re dei motori di ricerca di lanciare un proprio servizio di telefonia mobile – ha spiegato il quotidiano The Guardian – oppure di sollecitare la realizzazione di reti wireless a banda larga basate su standard aperti, come sta già facendo negli Usa, dove la società si è detta disposta a spendere 4,6 miliardi di dollari per aggiudicarsi una parte dello spettro che la FCC metterà all’asta dopo il passaggio alla Tv digitale.
La società di Mountain View aveva proposto alla
Per l’asta Usa, la società di Mountain View aveva proposto alla FCC di fissare delle regole per spezzare lo strapotere delle compagnie telefoniche e garantire un accesso equo alle risorse di spettro. Una sorta di ‘network neutrality’ simile a quella richiesta dalla web company – con scarso successo – per le reti fisse.



Vodafone: ricavi 2011 sopra le attese....
Nonostante le difficolta' del contesto macroeconomico, Vodafone ha...
Nomine AgCom. Maurizio De'cina: "Si'...
Come e' noto Key4biz ha lanciato ieri una campagna di chiarezza per la...
America Movil: la societa' di Carlos...
E' scontro aperto tra America Movil e l'OECD dopo la pubblicazione di un...
Internet mobile: per SAMENA ed ETNO,...
Ridefinire e ripensare i modelli attuali di Internet a fronte della costante...
Ministero dell'Ambiente e Telecom Italia:...
È stato siglato oggi dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini e...
RadioTv Forum. Le Tv locali denunciano:...
Grande giornata di apertura oggi della VII edizione del RadioTv Forum di...
Libri: l'Iva potrebbe tornare al 5,5%....
Buone notizie per gli editori francesi. Il nuovo governo manterra' le...
I limiti del diritto di cronaca tra...
Una gambizzazione, suicidi mediatici, una tentata strage con una giovane...
Editoria: quasi 2 milioni di italiani...
Lo stato di salute dell'editoria italiana, 2010-2011, in un Report...
Facebook e lo strapotere di Morgan...
Bolla o non bolla? Il rischio era gia' stato prospettato da alcuni analisti...
Google finalizza l'operazione Motorola...
Google ha completato l'acquisizione di Motorola Mobility per 40 dollari...
WSJ: e' Tim Cook il Ceo Usa piu' pagato,...
E' l'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, con un compenso da 378...
Social network alleati del business?...
Fin dalla loro comparsa, i social network sono stati accusati di essere...
Il premio Apps4Italy intitolato a Melissa...
Sono stati decretati oggi a FORUM PA i vincitori del contest Apps4Italy,...
Open Data: online i dati in formato...
E' online la nuova area Open Data del portale del Ministero (ww...
Videogiochi: I creatori di Kingdoms...
Pare incredibile, ma nonostante il successo del proprio gioco, Kingodms...
Grosse novita' in arrivo da ...
Secondo il magazine PSM3, Sony sha in serbo un importantissimo annuncio,...
La nuova Xbox non sara' in vendita prima...
Continuano i rumor sulla next-gen. Questa volta e' il turno di Microsoft,...
Playstation 4 spunta in un c...
Frederick Umminger e' uno sconosciuto ingegnere software, salito oggi agli...
|
Google ha proposto, in particolare, l’adozione di piattaforme ‘aperte’ per le applicazioni, i dispositivi, i servizi e le reti, in modo da garantire ai consumatori la libertà di scaricare e utilizzare qualsiasi applicazione, contenuto o dispositivo essi desiderino, su qualsiasi rete.
I servizi
Per quanto riguarda i servizi, Google ha chiesto alla FCC di permettere alle terze parti (i rivenditori) di acquistare servizi all’ingrosso, in base a termini commerciali non discriminatori, di modo da consentire ad altre compagnie wireless di operare sulla rete, a tutto vantaggio della competizione.
L’appello di Google - condiviso da altre web company, che speravano che l’asta spezzasse il duopolio sul mercato americano della banda larga, dominato da operatori telefonici e del cavo – non è però piaciuto al presidente della Commissione, Kevin Martin, che ha fatto sapere di non essere disposto a supportare le proposte della società, pronunciandosi pubblicamente per la prima volta sulla prossima, attesissima asta wireless.
Già a lavoro su un proprio telefonino – il fantomatico ma attesissimo Gphone – e su un servizio di pagamento mobile battezzato GPay, Google si appresta quindi a gettare nel panico gli operatori mobili britannici, che già si trovano a dover affrontare il netto declino degli introiti legati ai business core.
L’ingresso di Google, pronto a far valere la sua posizione dominante nel settore dell’advertising per offrire servizi completamente gratuiti, potrebbe dunque vanificare gli sforzi fin qui fatti dai player d’oltremanica per convincere gli utenti a navigare internet dalle loro reti mobili.
La decisione dell’Ofcom di riallocare alcune delle frequenze attualmente usate dagli operatori mobili potrebbe non solo aprire la strada del mercato mobile al re Mida del web, ma anche consentire un uso più efficiente e flessibile dello spettro e risultare in una migliore copertura delle aree rurali, in un’accelerazione della diffusione di servizi innovativi quali il download di musica e video, in una maggiore interattività, una migliore copertura indoor, in prezzi finali più vantaggiosi per i consumatori.
Una decisione che si allinea alla volontà della Commissione europea
Si tratta di una decisione che si allinea alla volontà della Commissione europea, che ha lanciato una strategia volta a ridurre le restrizioni all’accesso e all’uso di questa risorsa essenziale nell’ambito delle comunicazioni wireless, al fine di “rimuovere potenziali barriere all’innovazione, alla crescita economica e alla scelta dei consumatori”.
L’ultima asta di spettro per la telefonia mobile si è tenuta nel 2000, nel pieno del boom delle dot.com, e gli operatori hanno sborsato ben 22,5 miliardi di sterline.
La nuova asta difficilmente raggiungerà questi livelli, ma secondo le valutazioni dell’Ofcom questa ‘liberalizzazione’ potrebbe apportare al Regno Unito vantaggi economici per 6 miliardi di sterline.
(25 settembre 2007)
© 2002-2012 Key4biz