Italia

Ipse 2000: il giorno della verità

Si completerà entro oggi il destino di Ipse 2000, il quinto operatore Umts italiano, che di fatto non ha mai avviato i lavori per implementare le reti di terza generazione.  

I gestori che entro il 30 giugno

In base agli obblighi stabiliti dalle licenze, i gestori che entro il 30 giugno non hanno assicurato la copertura di rete nei capoluoghi di regione rischiano sanzioni che vanno da una multa proporzionale al numero di antenne che mancano per raggiungere la copertura obbligatoria, alla sospensione o alla revoca della licenza.




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La società e per i suoi dipendenti

Uno spiraglio, per la società e per i suoi dipendenti, potrebbe arrivare dal Ministero delle Comunicazioni, che starebbe studiando un decreto per consentire a Ipse 2000 di mantenere la titolarità delle frequenze fino a quando non verrà trovato un acquirente. Nel frattempo, gli altri operatori potrebbero godere di un periodo di grazia, evitando multe e sanzioni.   Ma la vicenda è molto contorta, dal momento che finora gli altri operatori interessati hanno rifiutato l'acquisto delle frequenze, giudicando troppo onerose le condizioni proposte dalla società. L'operatore inoltre deve attendere il verdetto dell'Unione europea, a cui si era rivolto dopo che il governo italiano rifiutò la richiesta di poter restituire le frequenze aggiuntive che aveva ricevuto al momento dell'acquisto della licenza UMTS. Ipse 2000 aveva infatti chiesto - nel novembre 2002 -  di poter restituire i 5 Mhz aggiuntivi per potersi liberare dall'obbligo di pagamento delle restanti 8 rate annuali (per un valore complessivo di 826 milioni di euro), ma il governo ha respinto la richiesta.

Il ricorso a Bruxelles

Da qui il ricorso a Bruxelles, il cui verdetto blocca di fatto la vendita delle licenze.   Tra le altre soluzioni al vaglio delle autorità, anche la possibilità che Ipse affitti le stazioni radio base di H3G, l'unico operatore che ha raggiunto gli obblighi di copertura, per dimostrare di aver raggiunto una copertura sufficiente a evitare penalizzazioni.   L'amministratore delegato di H3G, Canning Fok, ha comunque fatto sapere che la società che in Italia ha investito 7 miliardi di euro spera che il Governo italiano "¿sia neutrale e garantisca regole certe'. Solo così l'Italia potrà attirare investitori internazionali.

Le Autorità italiane non

"Abbiamo investito in Italia basandoci sulle regole indicate nelle licenze 3G dice Fok in un'intervista al Corriere della Sera -  ora ci aspettiamo che quelle regole siano rispettate. Spero che le Autorità italiane non ci deludano".   Ipse 2000 nasce nell'agosto 2000 dall'unione di importanti realtà industriali, italiane ed europee: la spagnola Telefonica Moviles (45,6%), la finlandese Sonera (12,6%), la Banca di Roma (10%), Edison (3%), Falck (2%), Xera (5%), Syntex Capital Luxembourg (4,8%) e Atlanet (12%).   La società si aggiudica una delle licenze UMTS italiane, pagando in totale oltre 6 mila miliardi di lire, tra acquisto della licenza e frequenze aggiuntive.

  Molti degli aspetti della delicata quanto contorta vicenda, si discuteranno oggi a Roma nel corso dell'assemblea dei soci di Ipse, che dovrà esaminare il bilancio della società, la riduzione del capitale per perdite e anche la questione dei circa 90 dipendenti in mobilità da ottobre 2003, che aspettano di conoscere il proprio destino. Ipse ha infatti accumulato perdite per 2280 miliardi, con un capitale sociale di 2150 miliardi: i soci dovranno decidere se ricapitalizzare o dichiarare fallimento.   Per quanto riguarda gli altri operatori Umts italiani, le sanzioni del Ministero potrebbero riguardare anche Wind, che difficilmente riuscirà a rispettare i vincoli stabiliti al momento dell'acquisto delle licenze.

Il 30%

Tim e Vodafone da canto loro, hanno coperto ciascuno il 30% circa della popolazione e dichiarano comunque di essere a posto con i termini della licenza.   I primi due operatori del mercato italiano hanno entrambi lanciato le prime offerte 3G da poche settimane, ma potrebbero incontrare difficoltà a posare le infrastrutture in alcune città, dal momento che alcune amministrazioni non vogliono rilasciare le dovute autorizzazioni per l'istallazione delle antenne.   © 2004 Key4biz.it

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(30 giugno 2004)

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