Nokia in crisi sui mercati occidentali. Previsioni di vendita contratte per il primo trimestre
Aria di crisi per Nokia. Il primo costruttore mondiale di telefonini, ha abbassato le previsioni relative al primo trimestre di quest¿anno, prevedendo un utile di 0,17 euro per azione, un valore che si colloca nella fascia bassa della forchetta (0,17-0,19 euro) precedentemente indicata.
Allo stesso tempo, il fatturato del gruppo ha perso il 2% in rapporto allo stesso periodo 2003, attestandosi a 6,6 miliardi di euro, contro previsioni di crescita dal 3% al 7%.



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Nokia ha precisato che la crescita in termini di volumi delle vendite di cellulari sui primi tre mesi dell'anno è stata del 25%, mentre quella del gruppo si è fermata al 19%.
Il passo del mercato né
La casa finlandese non è riuscita a tenere il passo del mercato né in Europa, né negli Stati Uniti - aree in cui da alcuni anni dominava incontrastata a causa di alcune carenze nel portafoglio prodotti, soprattutto nella fascia media di prezzo. Gap che ha impedito di capitalizzare gli sviluppi positivi del mercato, nonostante la redditività della divisione Mobile Phones sia rimasta ad un livello eccellente, se pur leggermente inferiore alle attese.
La notizia ha subito creato il caos sui mercato finanziari: subito dopo l'annuncio le azioni Nokia hanno perso il 17% a Helsinki.
Numerosi analisti, infatti, erano convinti che il gruppo avrebbe registrato un utile per azione di 0,21 euro, grazie alla forte domanda nei Paesi emergenti e di telefonini dotati di schermo a colori e fotocamera.
Ma così non è stato e il gruppo, secondo i dati Gartner Dataquest, ha perso fino al 4% della propria quota di mercato, che al primo trimestre dello scorso anno si attestava al 35%.
Il presidente Jorma Ollila, pur dichiarandosi insoddisfatto delle vendite, ha rassicurato gli investitori e ha ricordato che il gruppo ha 40 nuovi modelli in cantiere per quest¿anno, ma se si guarda a questi dati in prospettiva, non c'è dubbio che essi facciano presagire un indebolimento progressivo sui mercati occidentali dove invece è sempre più forte la presenza dei costruttori asiatici come Samsung e LG.
Anche se Nokia riguadagnerà terreno nel secondo semestre, dunque, difficilmente la percentuale eguaglierà quella perduta finora.
Unica nota positiva, la divisione Nokia Networks che si occupa di attrezzature per le reti telefoniche si attesta su vendite trimestrali superiori alle previsioni.
Il 20%
Il fatturato della divisone, che incide per circa il 20% sul totale, dovrebbe attestarsi a circa 1,4 miliardi, in crescita del 16% rispetto al primo trimestre 2003.
In questo settore, Nokia deve affrontare la concorrenza di Ericsson e Alcatel.
Secondo l'istituto di ricerca Gartner, nel 2004 saranno venduti globalmente 580 milioni di telefonini, con una crescita annuale del 12%, trainata dai mercati emergenti come la Cina, l'India e la Russia, ma anche dalle innovazioni tecnologiche che sostengono il mercato delle sostituzioni nelle aree considerate fino a poco tempo fa ormai sature.
La coniugazione di questi due fenomeni è già stata alla base dei successi dello scorso anno, tanto che Gartner ha dovuto correggere anche le cifre relative al 2003 pubblicate a febbraio, portandole da 510 a 520 milioni di unità, pari a un incremento del 20,5% rispetto al 2002.
Nokia e Siemens hanno riferito invece di puntare su una crescita del 10%.
Gartner conferma la leadership della società finlandese che resterà anche quest¿anno numero uno del mercato, nonostante la riduzione significativa della sua quota di mercato.
I fronti
Una cosa comunque è certa: Nokia, comunque, è sotto forte pressione da tutti i fronti: la casa finlandese è diventata nel corso del 2003 il primo fornitore del mercato Usa ma al contempo, ha perso terreno su quello dell'Europa occidentale, a vantaggio di quelli che appena due anni fa erano considerati solo player marginali.
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Alessandra Talarico
(07 aprile 2004)
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