Roaming: la GSMA torna all’attacco. Nuove regole ‘metterebbero in pericolo la competitività’
Non si placano le polemiche riguardo la decisione della Commissione europea di imporre nuove norme comunitarie per calmierare i costi del roaming internazionale, cioè la possibilità per gli utenti di telefonia mobile di utilizzare il proprio telefono cellulare all'estero, effettuando e ricevendo chiamate attraverso lo stesso numero telefonico utilizzato nel proprio paese.
La GSM Association, che riunisce 680 operatori Gsm di tutto il mondo, è infatti tornata sulla controversa proposta avanzata dal Commissario Ue per i media e la società dell’Informazione Viviane Reding, già definita “superflua e contraria ai principi di libero mercato”.
Una risposta formale inviata alla Commissione europea
In una risposta formale inviata alla Commissione europea, l’associazione dichiara che l’idea di introdurre un nuovo livello regolamentare è “inutile e potrebbe creare danni a lungo termine per l’industria europea”.



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La GSMA sottolinea che il roaming fa parte di un pacchetto di servizi che producono notevoli vantaggi per i consumatori e che i prezzi al dettaglio dei servizi mobili vocali (inclusi roaming e servizi domestici) sono scesi mediamente del 5% negli ultimi 4 anni.
Un campione di operatori suggeriscono
I dati forniti da un campione di operatori suggeriscono che i costi del roaming sono già diminuiti lo scorso anno dell’8%, mentre molte società stanno introducendo nuove offerte volte ad aumentare il valore dei servizi di roaming.
“Nuove regolamentazioni sono inutili e potrebbero avere conseguenze imprevedibili”, ha dichiarato il CEO della GSMA Rob Conway, sottolineando come il modo migliore per soddisfare i bisogni degli utenti è quello di stimolare la concorrenza.
“Dalle poche informazioni rese disponibili, la proposta della Commissione sembra basata su una visione antiquata e incompleta del mercato roaming e dell’intera industria mobile”, ha aggiunto Conway sottolineando come la Ue dovrebbe prima effettuare un’analisi approfondita del mercato mobile e il potenziale impatto di un’ulteriore fardello legislativo.
Un ulteriore ordinamento potrebbe infatti intralciare il framework già adottato in Europa che permette ai regolatori nazionali di intervenire se necessario e aumentare l’incertezza, mettendo a rischio gli investimenti nelle reti e nello sviluppo di nuovi servizi e, quindi, la competitività dell’Europa.
L’industria mobile europea, che reinveste una proporzione dei profitti molto maggiore rispetto ad altre, ha alle spalle un passato fatto di servizi innovativi e di vantaggi per i consumatori. Gli operatori stanno ora investendo nell’aggiornamento delle reti di terza generazione, che consentiranno di offrire ancora nuovi servizi.
I dubbi di clienti e stakeholder
“La GSMA continuerà a esplorare nuove azioni industriali per sciogliere i dubbi di clienti e stakeholder”, ha concluso Conway.
(23 marzo 2006)
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