Roaming: per la GSMA nel 2006 le tariffe sono scese del 25%, ma la Ue va avanti. Nuove regole entro l’estate
Secondo la GSM Association, le tariffe del roaming sono scese del 25% nel corso del 2006. Il costo medio a minuto di una chiamata sarebbe dunque sceso a 62 centesimi, contro i precedenti 83 centesimi.
L’associazione degli operatori mobili si batte fin dall’inizio contro la nuova proposta di regolazione delle tariffe fortemente voluta dal commissario Ue ai media e alla società dell’informazione Viviane Reding, la quale continua a ribadire che le nuove regole entreranno in vigore già da quest’estate, per produrre i primi effetti a livello consumer entro la fine dell’anno.
Una realtà diversa da quella tratteggiata dagli operatori
I dati di Eurobarometro raccontano però una realtà diversa da quella tratteggiata dagli operatori: secondo l’istituto europeo di statistica, per una chiamata di 4 minuti in roaming, un utente paga ancora tra i 4 e 6 euro, per superare in alcuni casi i 12 euro.



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Il nuovo regolamento comunitario prevede riduzioni fino al 70% rispetto alle attuali tabelle con una tariffa massima di 49 centesimi al minuto per chiamate dall'estero e di 33 centesimi al minuto per le chiamate nazionali effettuate.
La Ue chiede agli operatori anche maggiore trasparenza
Oltre alla riduzione delle tariffe, la Ue chiede agli operatori anche maggiore trasparenza, attraverso la fornitura agli utenti di informazioni complete sulle tariffe praticate al momento della sottoscrizione del servizio e l’aggiornamento costante sulle variazioni delle tariffe. Alle autorità nazionali di regolamentazione il compito di seguire da vicino l'andamento delle tariffe applicate ai servizi di trasmissione dati come i messaggi SMS e MMS.
“Le cose stanno andando per il verso giusto – ha detto la Reding – dovremmo farcela entro l’estate”.
Se ne discuterà di nuovo il 15 marzo, nel corso di un incontro con i ministri europei delle telecomunicazioni.
Gli operatori, pur con toni un po’ più pacati rispetto ai mesi scorsi, continuano a ripetere che le nuove misure sarebbero inutile, dal momento che i prezzi sono già scesi per effetto dei tagli ‘volontari’ già messi in atto da molti operatori.
“Una diminuzione del 25% dei prezzi al dettaglio nel 2006 dimostra che il mercato sta andando incontro alla domanda di prezzi più bassi, producendo vantaggi per tutti i consumatori”, ha dichiarato Tom Phillips della GSM Association, ribadendo ancora una volta che una nuova regolazione “specialmente al dettaglio, non è necessaria”.
I dati forniti circa le riduzioni delle tariffe riguardano dunque
I membri della GSMA forniscono servizi di comunicazione a oltre 216 milioni di utenti in 18 Paesi europei. I dati forniti circa le riduzioni delle tariffe riguardano dunque un ampio campione di utenti. L’associazione degli operatori si dice convinta del fatto “che le tariffe continueranno a scendere anche nel 2007, in seguito all’applicazione di nuove riduzioni annunciate all’inizio di quest’anno”.
“Questi dati – conclude Philips – indeboliscono ancora di più la necessità di una nuova regolamentazione per il mercato del roaming, dimostrando il potere delle forze competitive”.
Il mercato del roaming vale all’incirca 8,5 miliardi di euro, per un servizio utilizzato da oltre 147 milioni di utenti: secondo le cifre in mano alla Commissione, da marzo a giugno 2006 – nonostante le proposte degli operatori - i costi del roaming sono rimasti invariati nell’80% dei casi, mentre sono addirittura aumentati nel 6% dei casi esaminati.
Gli operatori avvertono che il taglio alle tariffe del roaming si tradurrà molto probabilmente in una diminuzione degli investimenti e in un aumento dei costi e non produrrà quindi alcun vantaggio per gli utenti finali.
Avvertimenti che lasciano il tempo che trovano: la Reding è infatti ostinata a concludere la sua missione e ricorda agli operatori che è stato solo sotto la minaccia di regolamentazione che le società hanno deciso di avviare una trasformazione che avrebbe potuto e dovuto avvenire anni fa.
(12 febbraio 2007)
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