Tlc e banda larga: la Ue richiede più investimenti per una crescita duratura

Più investimenti, sia nel settore pubblico che in quello privato, per fare in modo che la terza generazione di servizi mobili e la banda larga conoscano una crescita effettiva e durevole. Lo raccomanda la Commissione europea che, pur riconoscendo che il settore sembra essere a una svolta, ritiene che ci sia ancora molto da fare per eguagliare i livelli di competitività degli Stati Uniti.

 




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Il 2004, dunque, sembra essere l'anno decisivo per rinnovare la crescita e le strategie di settore dopo tre anni di consolidamento. Ma il consiglio della Commissione prende in contropiede gli azionisti delle maggiori aziende telefoniche, del cavo e in generale dell'IT, che reclamano ormai da tempo un freno agli investimenti per arginare l'altissimo livello debitorio raggiunto dalle società.

  La raccomandazione dell'esecutivo europeo sarà sicuramente all'ordine del giorno del prossimo summit di marzo, incentrato sulle metodologie per il miglioramento delle performance economiche dei Quindici. "Vista la modesta espansione del 2003, per favorire una crescita duratura del settore bisogna aumentare le spese e sviluppare servizi innovativi", si legge nel comunicato della Commissione che è più che mai occupata a indurre gli Stati membri all'adozione del nuovo quadro normativo europeo, volto a incrementare la concorrenza nel settore e mettere in atto le misure più adatte per lo sviluppo della banda larga.   Già un anno fa, la Commissione aveva avvisato che lo sfacelo del settore delle telecomunicazioni avrebbe potuto mettere in pericolo l'economia degli Stati membri, scatenando il dibattito sugli aiuti di Stato.

Le cose sono sembrate migliorare...

Nel corso del 2003, le cose sono sembrate migliorare: le connessioni Internet a banda larga all'interno della Ue, ad esempio, sono quasi raddoppiate, portandosi ad un totale di 20 milioni.   Il mercato, in alcuni Paesi con un alto tasso di penetrazione broadband (come Belgio e Olanda), comincia già a essere saturo ma si può ben dire che la Ue non sia stata in grado di tener testa alla concorrenza internazionale. I prezzi ancora troppo alti e la carenza di servizi innovativi hanno infatti scoraggiato i nuovi potenziali utenti privati e aziende - ad adottare le tecnologie a banda larga.  

I servizi 3G

La crescita dei servizi dati nelle reti telefoniche mobili, tuttavia, fa ben sperare nella migrazione degli abbonati verso i servizi 3G, nonostante le diverse problematiche che ancora ostacolano la diffusione capillare della terza generazione.   Solo la settimana scorsa, Erkki Liikanen, il Commissario europeo per la Società dell'informazione, e Mario Monti, il Commissario Ue alla concorrenza, si sono incontrati a un'audizione pubblica promossa dalla Commissione europea e dall'European Regulatory Group a Bruxelles sull'attuazione del nuovo quadro regolamentare per le telecomunicazioni.   I Commissari hanno anche in quell'occasione ribadito la necessità di imporre regole certe e adeguate alle varie realtà nazionali per facilitare gli investimenti nel settore delle tlc in questa delicata fase di ripresa. 

  Alessandra Talarico   Per ulteriori approfondimenti leggi:  

La Ue discute sui remedies

Tlc: la Ue discute sui remedies per favorire la concorrenza e facilitare gli investimenti nel settore

(03 febbraio 2004)

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