Italia
Tua ricaricabile: anche per il giudice civile lo spot di 3 è ingannevole
Una "vittoria eclatante'. Così Federconsumatori e Adusbef commentano la decisione del Tribunale Ordinario Civile di Roma, che ha di fatto bloccato la diffusione degli spot di H3G. relativi alla campagna pubblicitaria dell'operatore di telecomunicazioni con il marchio "3".
La richiesta delle associazioni
Il giudice ha dunque accolto la richiesta delle associazioni dei consumatori e dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) che lo scorso ottobre aveva ordinato la sospensione della campagna pubblicitaria "Tua Ricaricabile" e "Tua Abbonamento" con lo slogan "¿da oggi il videofonino non lo paghi più. Per sempre", con l'accusa di violazione dell'articolo 2 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria, quello cioè sulla pubblicità ingannevole.



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Il giudice
Secondo il giudice, dott. Giovanni De Petra, il messaggio era infatti "¿decettivo in quanto il telefonino non veniva regalato agli utenti, bensì avevano solo un comodato d'uso per il quale erano assoggettati ad una lunga serie di gravosi oneri e penali".
Il Tribunale, dunque, ha confermato l'abusività delle clausole (scritte in caratteri minuscoli sui giornali e passate in video per un tempo infinitesimale) che prevedevano penali nel caso di mancato raggiungimento delle soglie minime di traffico in entrata ed in uscita, per furto o smarrimento, per ritardata consegna del telefonino.
L" ordinanza costituisce un caso senza precedenti, poiché ora consente l'azione inibitoria esperibile dalle associazioni dei consumatori, in base alle legge 281/98, anche al giudice civile, per la pubblicità scorretta o comunque lesiva dei consumatori.
Il prof
Gli spot radio-tv con Carla Fracci, Roberto Baggio e il prof. Zichichi omettono, in pratica, che alla società bisogna garantire 30 euro di traffico, 60 minuti di chiamate ricevute mensili e una quota una tantum per l'attivazione.
Leggendo attentamente le clausole del contratto, inoltre, si scopre che per ottenere l'apparecchio, l'utente deve pagare una quota di attivazione di "soli" 189 euro e che, per accedere ai servizi, bisogna necessariamente impegnarsi "a pagare i corrispettivi e/o penali così come previsto nei piani tariffari" e cioè:
a) penale di 30 euro nel caso in cui non riesca a rispettare la soglia minima di traffico in entrata e/o in uscita (chi non ci arriva potrà autotelefonarsi);
b) penale pari al valore di listino al netto di IVA del terminale, qualora, in caso di cessazione, anche anticipata, dei servizi Tua o di disattivazione della schedina SIM, non riconsegni il terminale entro i 30 giorni successivi;
c) penale pari a 240 euro per primo smarrimento/furto o distruzione del terminale (ma non era "suo" per sempre?);
d) penale pari a 360 euro per successivi smarrimenti/furti o distruzioni del terminale;
e) corrispettivo per il recesso dal servizio pari a 200 euro se avviene nei 180 giorni (6 mesi) successivi al momento in cui ha ricevuto il terminale o lo ha sostituito (si può sostituire solo dopo 1 anno dall'attivazione); pari a 100 se avviene quando siano trascorsi i 180 giorni dal momento
Non è affatto vero dunque che il telefonino è un regalo ed "Tuo per sempre': l'utente non è, né diverrà mai proprietario dell'apparecchio che resta di proprietà esclusiva di H3G che si limita a consegnarlo all'utente "al solo fine di consentire a quest¿ultimo di usufruire dei Servizi 3". Di più. L'utente non potrà utilizzarlo con schedina SIM di altri operatori (come avviene ormai comunemente con tutti i telefonini ora in commercio).
Una nota di   non aver
Da parte sua, H3G si difende dichiarando in una nota di "" non aver mai applicato ad alcun cliente le penali previste per il mancato raggiungimento della soglia minima di 30 euro di traffico uscente e di 60 minuti di traffico entrante per mese solare" e sottolineando che "¿la decisione del Tribunale di Roma riguardo alla formula Tua è stata emessa in sede cautelare e pertanto occorre attendere gli esiti del giudizio di merito".
Alessandra Talarico
Per ulteriori approfondimenti leggi anche:
Bloccato lo spot 3 con Baggio: per l'IAP è pubblicità ingannevole
(05 febbraio 2004)
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