Umts: gli europei non ne sono ancora entusiasti. Studio HI Europe

Un nuovo sondaggio realizzato da HI Europe ha rivelato che gli europei non sono ancora entusiasti dei servizi 3G, appena lanciati da molti operatori.La società britannica ha condotto l'indagine su 10 mila utenti mobili dei sei maggiori mercati europei: Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Belgio e avverte: gli operatori, più che preoccuparsi dei risultati, devono trarre da essi dei preziosi suggerimenti.  

Il 49% degli intervistati afferma di non essere interessato ai servizi 3G, perchè pienamente soddisfatto delle attuali tecnologie.




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Pare infatti che al momento gli utenti vogliano semplicemente un buon servizio voce, senza preoccuparsi troppo della trasmissione dei dati ad alta velocità, caratteristica peculiare del 3G.

Il 44% degli utenti, infatti, dice che guardando al futuro, non crede che sarà interessato ad altro che alle chiamate vocali.   Questi fattori sottolineano che l'industria avrà ancora un bel da fare per trasformare il 3G in un successo di massa, nonostante i miliardi di euro fin qui investiti. In particolare, alla luce dei precedenti fallimenti del settore della telefonia mobile " come nel caso del Wap, risultato una delusione per gli utenti il sondaggio ha valutato l'attitudine dei consumatori nei confronti della promozione prematura dei servizi.  

Gli operatori hanno totalmente sbagliato strategia

Per più della metà degli intervistati, infatti, gli operatori hanno totalmente sbagliato strategia di marketing, non spiegando al pubblico i vantaggi della nuova tecnologia e in più, cominciando a pubblicizzare i servizi e i telefonini quando entrambi non erano ancora disponibili. Questo atteggiamento ha danneggiato la reputazione del settore, bloccando in un certo senso il processo di accettazione dei servizi stessi.   Per quanto riguarda il fattore costi, sono in molti (il 55%) a credere che gli operatori tendano volutamente a esigere un prezzo troppo alto per recuperare gli ingenti investimenti sostenuti per l'implementazione delle reti e degli apparecchi.  

L'autore dello studio, Surinder Siama, crede che l'intera catena di valore operatori, costruttori, rivenditori e fornitori di contenuti potrà trarre vantaggio dai risultati del sondaggio. In primo luogo, gli operatori dovrebbero cambiare approccio, mirando sui servizi e sulla loro funzionalità piuttosto che sui prezzi degli apparecchi. Essi inoltre non devono dimenticare la voce: l'industria, infatti, si è rinchiusa nella convinzione che il futuro è rappresentato dai dati e non più dalle semplici telefonate. La trasmissione dati, però, non rappresenta che una minima parte delle spese dei clienti e l'avvento del Wi-Fi potrebbe limitare l'appeal verso i servizi 3G. Per questo, gli operatori fanno bene a puntare su servizi vocali innovativi come il Push-to-Talk che comincia ad attirare l'attenzione anche dell'industria europea.

  Gli operatori, inoltre, dovrebbero enfatizzare maggiormente i benefici delle nuove tecnologie non solo le loro caratteristiche: dimenticare insomma lo slogan che descrive il 3G come una tecnologia rivoluzionaria in fondo è stato così anche per il Wap e concentrarsi invece sugli effettivi vantaggi dei servizi e delle applicazioni sulla vita quotidiana.   E infine dall'indagine si possono trarre anche delle curiosità geografiche: gli utenti britannici sono i più contrari al 3G, nonostante sia britannico il maggiore operatore mobile del mondo: Vodafone. I Francesi sono quelli che invece criticano di più la mancanza di preparazione dei rivenditori, incapaci di spiegare le caratteristiche delle nuove tecnologie.

I Belgi

All'estremo opposto i Belgi, i meno critici nei confronti del 3G, ma lo stesso poco interessati alle nuove tecnologie. I Tedeschi sono invece i meno propensi a utilizzare i servizi dati, mentre gli Spagnoli sono i più critici verso l'industria e i suoi errori di marketing.   © 2004 Key4biz.it  

Alessandra Talarico

(25 marzo 2004)

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