Vodafone-Mannesmann: rinviato a giudizio il presidente di Deutsche Bank
Josef Ackermann, presidente della Deutsche Bank ed ex consigliere Mannesmann, è stato rinviato a giudizio nell'ambito dello scandalo legato alle buonuscite multimilionarie garantite al top management del gruppo, in occasione dell'Opa di Vodafone sulla conglomerata tedesca. Lo ha reso noto ieri la stessa Deutsche Bank.
Il pagamento di bonus per...
Ackermann, e altri membri del consiglio di sorveglianza della Mannesmann, tra cui l'ex presidente del sindacato Ig Metall, Klaus Zwickel, sono accusati di frode nei confronti degli azionisti per avere autorizzato il pagamento di bonus per 57 milioni di euro ad alcuni dirigenti della Mannesmann, di cui 30 milioni al solo amministratore delegato, Klaus Esser.



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Il gruppo Vodafone lanciò un'offerta pubblica
La vicenda risale al 1999, quando il gruppo Vodafone lanciò un'offerta pubblica di acquisto sull'azienda tedesca: secondo i giudici, ci fu un accordo tra Vodafone e Mannesmann per il via libera all'Opa ostile del gruppo britannico.
In un primo tempo, infatti, il cda di Mannesmann, guidato da Esser, respinse la proposta, ritenendo "insufficiente" l'offerta di 240mila miliardi e bollandola come ostile. La notizia dell'Opa, intanto, fece salire alle stelle il prezzo delle azioni Mannesmann.
A questo punto, dopo una battaglia durata alcuni mesi, Esser cambiò idea dando il via alla compravendita, aiutato da Ackermann e Zwickel, membri del consiglio di amministrazione del gestore tedesco. Non prima, secondo i giudici, di aver intascato la "tangente" di quasi 57 milioni di euro.
Esser, anche lui sotto processo si è dichiarato innocente, ritenendo infondate le accuse e ha citato in giudizio la regione Nord Reno-Westfalia, chiedendo danni morali e materiali per una cifra che ammonta a 200.000 euro.
Ackermann ha il pieno sostegno del consiglio di sorveglianza e del consiglio di amministrazione del colosso del credito tedesco che informa in una nota che il presidente si è "sempre comportato in maniera corretta".
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(23 settembre 2003)
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