Francia

Digitale terrestre: la Francia si prepara allo switch-off. Il 90% delle abitazioni già dotate di almeno un ricevitore

La Francia completerà entro l’anno il passaggio al digitale terrestre e già 9 famiglie su 10 possiedono televisori e dispositivi adatti a ricevere il nuovo segnale. Il processo di transizione è partito a novembre 2009 e lo switch-off del segnale analogico è previsto per il 30 novembre 2011. Uno Studio di Gfk e Médiamétrie, pubblicato ieri, rileva che a fine anno la Francia contava 23 milioni di abitazioni (84,5%) dotate di almeno un ricevitore TDT o di televisore con dispositivo integrato.

Un televisore TDT

Più precisamente, 16,6 milioni di case hanno un televisore TDT, che segna un aumento del 38% rispetto al 2009, di queste abitazioni 10,8 milioni sono fornite di un ricevitore esterno (+34%). Alcune famiglie, sottolinea il Report GfK e Médiamétrie, possiedono più dispositivi per collegare tutti i televisori di casa al digitale terrestre: 6,8 milioni di abitazioni hanno più ricevitori interni e esterni. Cresce anche la copertura dei comuni rurali dove il 25,8% delle abitazioni è dotata di TDT.




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L’8 marzo toccherà ai 10 milioni di abitanti dell’Ile-de-France passare alla nuova tecnologia di trasmissione radiotelevisiva.

Il Ministero dell’Industria

Il Governo francese, intanto, attraverso il Ministero dell’Industria, ha reso nota la volontà di liberare ulteriori frequenze nella banda UHF, le quali potranno essere utilizzate dagli operatori di telefonia mobile per l’offerta di servizi di mobile broadband (il cosiddetto Dividendo Digitale esterno). In accordo con l’orientamento espresso in sede europea e già adottato dalla maggior parte dei Paesi, anche in Francia le frequenze 790-862 MHz (la banda 800 MHz) sono già state riservate al Dividendo Digitale. Una consultazione su questo possibile “secondo” Dividendo Digitale, destinato con ogni probabilità a sollevare una forte contrapposizione da parte dei broadcaster TV, dovrebbe essere aperta nelle prossime settimane. La proposta governativa, infatti, minaccia di impattare in misura significativa gli operatori della TDT. Per liberare nuove frequenze il Governo propone infatti l’adozione, per tutti i canali della TDT, del nuovo standard trasmissivo DVB-T2 (al posto del DVB-T attuale), nonché di utilizzare il formato di compressione video MPEG4 anziché lo standard MPEG2. La combinazione di DVB-T2 e MPEG4 consentirebbe un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili e un risparmio di frequenze da destinare ad altri usi. Tuttavia ciò comporterebbe, dal lato utente, la necessità di sostituire completamente l’attuale parco installato di apparecchi per la ricezione della TDT.

(15 febbraio 2011)

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