Italia

Tavola rotonda sulla televisione al Summit sulla Comunicazione

La televisione al centro della tavola rotonda che ha concluso la prima giornata del Summit sulla Comunicazione organizzato dall'Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli, con interventi di rilievo: da quello del presidente della Rai, Antonio Baldassarre, a quello del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. E poi, Giuseppe Parrello, vicepresidente e Ad di La7, il senatore Claudio Petruccioli, presidente della Commissione Parlamentare Indirizzo Generale e Vigilanza dei servizi radiotelevisivi del Senato, Antonio Pilati, Commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Ha moderato il professor Giuseppe Richeri, dell'Università della Svizzera italiana, che ha ricordato come l'Italia sia l'unico paese al mondo in cui esistano sovvenzioni pubbliche per la tv digitale terrestre. Il presidente della Rai, Baldassarre, ha affermato che "I prossimi cinque anni saranno decisivi per il futuro di qualunque televisione". Secondo Baldassarre, "Il digitale terrestre cambierà il modo di vedere la Tv e il modo con cui il cittadino si rapporta con il mondo digitale, finora rappresentato dal Pc". "Credo che il digitale sarà una risorsa per il Paese. Per rispettare i tempi, però, sarà necessario uno sforzo da parte del Governo." Il presidente della Rai ha ricordato come, mentre si sta preparando una Costituzione dell'Europa, non esista ancora una identità europea, e questo perché non esiste una opinione pubblica europea. "Finora non è stato fatto nulla per questo - ha sottolineato Baldassarre - e il digitale terrestre può dare una spinta all'avvio di attività congiunte fra le tv europee. Per dare un contributo al piano di integrazione politica dell'Europa".

Un investimento di oltre 150 miliardi

Il presidente di Mediaset, Confalonieri, ha annunciato un investimento di oltre 150 miliardi di euro per la sperimentazione del digitale terrestre. "Forse è utopistico pensare allo switch off nel 2006, ma è importante partire subito con gli investimenti. In Italia - ha ricordato Confalonieri - a differenza di Gran Bretagna e Germania non abbiamo il cavo, quindi il digitale terrestre è la nostra frontiera".




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Il vicepresidente di La 7, Parrello, ha ricordato i problemi connessi alla trasformazione in digitale delle trasmissioni Tv. "Ci sono problemi per il simulcast (la trasmissione in simultanea in analogico e digitale, ndr), di disponibilità di frequenze per la sperimentazione." Parrello ha annunciato che La 7 e Mtv sono fortemente interessate a partecipare a questa sperimentazione. "Abbiamo stanziato alcuni milioni di euro, quello che può permettersi una realtà come la nostra".

La sola strada percorribile

Il senatore Claudio Petruccioli, presidente della Commissione di Vigilanza del Senato, ha insistito sulla difficoltà nella transizione alla Tv digitale, anche se ha ribadito che questa è la sola strada percorribile. Tra gli ostacoli che si frappongono alla rivoluzione digitale televisiva, problemi finanziari e del mercato pubblicitario, ma anche la questione delle frequenze. "E' necessario un forte impegno pubblico - ha detto Petruccioli - soprattutto normativo". Il commissario dell'Authority, Pilati, ha ricordato come l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sia stata fra i primi a porre la questione del digitale terrestre, nel 1998, proseguendo con il Libro Bianco nel 2000 e con il Regolamento sulla tv digitale terrestre nel 2001.Anche secondo Pilati, però, esistono problemi di attuazione. Primo, occorre aprire il trading delle frequenze. Secondo, portare nelle case degli italiani i set top box in tempi brevi, mentre se si lascia fare al mercato occorrerebbero 10-15 anni. Per rispettare le date fissate c'è bisogno di un'azione pianificata del governo. Terzo, occorre modificare la normativa antitrust. "Le imprese stanno facendo un grosso sforzo per entrare in questo mercato - ha detto Pilati - Bisogna contemperare le garanzie antitrust con il bisogno di espansione delle imprese". Il Commissario dell'Authority ha poi concluso affermando che è importante una precisa calibratura dei tempi e degli interventi di sostegno, per riportare l'Italia in una posizione di primato ormai perduta.

(16 gennaio 2003)

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