Tv mobile: occhi puntati sulla pubblicità. Gli inserzionisti locali attirano gli operatori
La Tv mobile è ormai una realtà, grazie all’alta diffusione del 3G, ma resta un serio handicap: quello della rapida saturazione della rete, visto che presto aumenterà notevolmente il numero dei clienti. Gli interrogativi riguardano anche l’assegnazione delle licenze, i modelli economici ma anche semplicemente i contenuti disponibili. In un anno è stato fatto già tanto e sono diversi gli ostacoli già rimossi dal cammino che ci porterà alla Tv in mobilità.
Per risolvere la situazione, da qualche mese i tre principali operatori mobili francesi stanno sperimentando una tecnologia di trasmissione alternativa al 3G, vale a dire il DVB-H (Digital Video Broadcasting-Handheld), ovvero la declinazione mobile della Tv digitale terrestre (TDT).
I costi sono notevoli e a questo
Ma anche questa tecnologia soffre diverse debolezze: i costi sono notevoli e a questo si aggiungono le difficoltà legate alla trasmissione all’interno degli edifici.



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Per quanto riguarda le spese, un libro bianco realizzato dall’UDCAST propone una soluzione relativamente semplice: sviluppare fonti di entrate alternative agli abbonamenti, grazie alla pubblicità e, in particolare, quella locale.
Il DVB
Un’argomentazione che si basa, in gran parte, sul forte interesse da parte di utenti italiani e finlandesi, due Paesi dove il DVB-H ha incontrato un notevole successo commerciale, specie per i programmi delle Tv locali, l’informazione regionale e la ritrasmissione degli avvenimenti sportivi.
Questo entusiasmo è tanto più grande, quanto più gli operatori e produttori di contenuti propongono servizi locali, come il meteo o ancora delle informazioni sul traffico stradale della propria città.
Gli utenti possono ricevere contenuti anytime, anywhere, scegliendo tra quelli più adatti alle proprie esigenze, e possono scaricare anche video on demand.
Dall’altro lato, provider e inserzionisti possono predisporre le offerte più conformi al profilo degli utenti.
Personalizzazione e interattività, sono queste le caratteristiche che guideranno il mercato della Tv mobile.
Gli inserzionisti locali di distribuire...
Questi programmi trasmessi sui cellulari rappresentano anche nuove opportunità per gli inserzionisti locali di distribuire, a un target mirato, la propria pubblicità.
Un modello già provato dalle emittenti televisive per le quali la pubblicità locale è una fonte di entrate supplementare, che consente di arrivare anche ai più piccoli inserzionisti.
In quest’ambito, il DVB-H offrirebbe anche un vantaggio aggiuntivo, ha sottolineato UDCAST: quello della geolocalizzazione perfetta degli abbonati.
Una soluzione che potrebbe aumentare l’appeal delle offerte televisive sui dispositivi mobili. Stando ai dati IDC, negli Stati Uniti, il mercato della Tv mobile dovrebbe raggiungere 24 milioni di utenti per 2010. Secondo l’istituto di ricerca, il tasso di penetrazione dei servizi video-Tv per cellulari dovrebbero attestarsi al 10%. L’Italia è tra i primi Paesi europei che stanno già fornendo diversi servizi mobile in tecnologia DVB-H e con ottimi risultati. Nel nostro Paese, la Tv mobile è partita commercialmente la scorsa primavera. Ma anche in Germania in occasione dei Mondiali di Calcio e in Finlandia, dove prossimamente verrà lanciata la Tv in mobilità.
Tuttavia già in molte altre regioni, Stati Uniti compresi, gli utenti possono accedere a contenuti video dai loro telefonini 2.5G e 3G.
(29 gennaio 2007)
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