Italia La questione della sicurezza dei giornalisti in Iraq rigetta nel caos Viale Mazzini
E' durata poco la pace in Rai. A poche ore di distanza dai ringraziamenti che si sono scambiati il Direttore generale Flavio Cattaneo e il presidente Lucia Annunziata per il bilancio dell'esercizio 2003, che ha chiuso con un utile netto di 24,7 milioni di euro, ed ecco che la guerra è ricominciata.
Uno contro l'altro i due è stata
Questa volta a mettere uno contro l'altro i due è stata la decisione della direzione generale di concedere a Bruno Vespa di inviare una troupe e un giornalista sull'aereo della Croce Rossa atterrato ieri notte a Falluja per l'apertura di un corridoio umanitario e, secondo crescenti indiscrezioni non confermate, per riportare a casa i tre ostaggi italiani che gli iracheni potrebbero liberare in queste ore.



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Cosa che non ha trovato d'accordo il presidente Rai, che ha duramente attaccato Cattaneo.
Una lettera inviata al Dg
In una lettera inviata al Dg, la Annunziata ha messo sotto accusa "l'evoluzione" avuta dal programma Porta a porta di Bruno Vespa negli ultimi tempi.
''Caro Direttore - scrive il presidente - Bruno Vespa ha chiesto e ottenuto dal tuo ufficio l'invio di una troupe e di un giornalista in Iraq. L'autorizzazione stride con la decisione presa la scorsa settimana da noi due, in accordo con i direttori di Tg, di ridurre al minimo la presenza giornalisti Rai in quel Paese per ovvie ragioni di sicurezza".
La scorsa settimana, infatti, i vertici Rai hanno deciso di richiamare in Italia, i propri corrispondenti.
"La Rai non lascia l'Iraq e continuerà a garantire, come sempre, un'informazione professionalmente valida e all'altezza dei doveri del Servizio Pubblico, con inviati a Bagdad e Nassirya". Questo, quanto si leggeva nella nota diffusa alcuni giorni fa dagli uffici di Viale Mazzini.
La settimana scorsa un dettagliato
Il presidente Rai Lucia Annunziata aveva infatti fatto sapere di aver ricevuto personalmente la settimana scorsa un dettagliato e credibile rapporto secondo il quale almeno due giornalisti Rai in Iraq rischiavano di essere oggetto di sequestro.
Di fronte a questo stato di emergenza, d'accordo con la Direzione Generale e con i direttori delle testate, si è deciso di agire con somma prudenza, di chiedere ad alcuni giornalisti di rientrare immediatamente in Italia.
Il presidente adesso asserisce che "L'alterazione di questa regola a favore di Vespa in questo momento è tanto più da segnalare perché sottolinea una evoluzione, in atto da tempo ormai, della natura e dei compiti della trasmissione da lui condotta".
La trasmissione di Vespa è
Il presidente fa presente che la trasmissione di Vespa è una rubrica di approfondimento ricondotta al Tg1 che, tuttavia, pian piano sta diventando una testata a sè stante, "¿doppiando, come in questo e in altri casi, la struttura degli inviati delle testate e sostituendo, come platealmente è accaduto nella serata dell'assassinio di Fabrizio Quattrocchi, il ruolo della nostra testata ammiraglia, il Tg1. Con danni di non poco conto sul tessuto stesso della credibilità della nostra informazione'.
La Annunziata spiega poi che le rubriche di approfondimento, sono, per loro stessa definizione, incaricate di approfondire gli argomenti.
Aggiungendo che hanno certo diritto ad avere la loro redazione ma proprio nella funzione di andare a fondo nella ricerca di fatti che non sono necessariamente legati alla quotidianità.
Gli avvenimenti
"Ma per quel che riguarda gli avvenimenti, cioè le news in senso proprio continua il presidente - le nostre testate rimangono gli unici luoghi deputati a informare il Paese. Questa mia osservazione non è, e lo dico anticipando le solite risposte, una difesa corporativa dei giornalisti. Vespa è un giornalista, e di professionalità tale da poterne insegnare a molti di noi. La questione qui ha a che fare con i ruoli e i patti di trasparenza tra il Servizio Pubblico, il suo editore e i suoi utenti".
Prima ancora di Cattaneo, a rispondere alla Annunziata è lo stesso Bruno Vespa.
L'inviato di Porta a porta è partito alle 3 di ieri con la Croce Rossa e "sta già tornando", ha precisato Vespa.
Il conduttore ha poi precisato che la Croce Rossa ha con Porta a porta un antico rapporto e ha accettato di ospitare per poche ore un nostro inviato esclusivamente in virtù di esso. "Chi abbiamo danneggiato in questo modo?".
D'accordo con la Annunziata il comitato di redazione del Tg3, "Ancora una volta " si legge in una nota - la direzione aziendale adotta due pesi e due misure. I giornalisti di Porta a Porta sono stati autorizzati a partire per l'Iraq con l'aereo della Croce rossa, quelli del Tg3, No. Di cosa ha paura il direttore Cattaneo?".
Ricordando poi la decisione della settimana scorsa di Cattaneo, che "i giornalisti in Iraq sono troppi, in pericolo, e la loro presenza deve essere ridotta", il Cdr afferma: "Delle due l'una: o deve essere ridotta per tutti o per nessuno. Scegliere di volta in volta chi ci fa comodo, quelli di cui condividiamo i reportage non è compito del Direttore generale al quale ribadiamo che la titolarità dell'informazione della Rai è, fino a prova contraria, delle testate giornalistiche e non dei conduttori di turno".
Sulla stessa linea si è posto l'Usigrai: il via libera all'inviato di Porta a Porta, sostiene il sindacato interno, "è in clamorosa contraddizione con le linee-guida che l'azienda invoca quando si tratta di assegnare risorse alle testate".
Per il programma di Vespa "non vale - afferma l'esecutivo Usigrai - la necessità delle sinergie, visto che gli si permette di duplicare le presenze nei luoghi già coperti dai Tg".
Ma per Giorgio Lainati, capogruppo di Forza Italia in Commissione di vigilanza, la presa di posizione della Annunziata ha un chiaro significato politico. Si tratta di attacco a Porta a porta.
Lainati arriva a dire che al presidente Rai poco importa che RaiUno, il Tg1 e il programma di Bruno Vespa collaborino da anni e abbiano creato una linea informativa continua in questo delicato momento, con tre nostri concittadini in ostaggio in mano ai sequestratori, per tenere aggiornati milioni di italiani.
"Cosa c'è di meglio e di più per fare un corretto e completo servizio pubblico?".
"Ma, evidentemente tutto ciò non interessa alla Annunziata che, si allinea diligentemente alla vera e propria azione di censura di Porta a porta fatta dall'Unità e, nascondendosi dietro la classica 'foglia di fico' burocratica, porta un affondo politico alla trasmissione di Bruno Vespa".
Il deputato di Forza Italia conclude dicendo che "Non sono trascorse nemmeno 24 ore dall'unanime plauso al Direttore Generale Cattaneo per la buona performance economica e di ascolti dell'azienda radiotelevisiva pubblica ed ecco - finisce Lainati - che il presidente della Rai cerca nuovi e strumentali elementi per fare la solita e stantia polemica politica".
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Raffaella Natale
Per ulteriori informazioni, consulta:
Archivio delle News sulla Rai
(22 aprile 2004)
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