Italia Paolo Francia, ex direttore di Rai Sport, davanti alla Vigilanza: "Contro di me un'astuta e occulta strategia"
Un caso di mobbing ad alto livello, quello dell'ex direttore di Rai Sport Paolo Francia, anzi, nei suoi confronti ci sarebbe stata "un'astuta e occulta strategia". Davanti alla Commissione di Vigilanza sulla Rai ma la convocazione era partita il 22 ottobre, prima del siluramento - Francia lancia un "j'accuse" contro tutti, collaboratori e dirigenti dell'azienda radiotelevisiva, e ribadisce di essersi battuto "per ripristinare una linea di rigore morale'.
Dure le accuse al direttore generale Flavio Cattaneo: "voleva che presentassi una lettera di prepensionamento", afferma Francia.



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L'audizione di ieri della Vigilanza, ha subito specificato il presidente Claudio Petruccioli, era stata decisa nella riunione del 22 ottobre "per i problemi che erano emersi riguardo al suo settore dalla lettura del piano industriale" e rimane valida, nonostante la sostituzione operata dal Cda, per valutare le novità degli ultimi tempi e avere un aiuto per capire le prospettive del settore.
Quando la parola passa all'ex direttore di Rai Sport il tono si fa subito aspro: "Ringrazio i parlamentari dice Francia - anche se questa convocazione arriva in articulo mortis, almeno per quanto riguarda la direzione di Rai Sport, visto che conservo la direzione del dipartimento". Dipartimento creato allo scopo di razionalizzare l'attività dei due rami, quello dell'acquisizione dei diritti e quello della gestione editoriale, ma che in questo momento spiega Francia "è una scatola vuota, senza personale, senza compiti specifici".
Francia denuncia poi di avere "chiesto più volte un'audizione da parte del Cda, ma l'incontro non c'è stato".
Oltre ad accusare, il dirigente Rai si difende ripercorrendo il periodo trascorso alla guida di Rai Sport: "Abbiamo lavorato per ottenere i contratti chiave a costi minori " afferma a riguardo - e per difendere il calcio in chiaro, per i diritti della Formula Uno per ridurre i costi dei diritti per gli sport minori e per gli eventi minori degli sport maggiori". Francia dichiara che "si è difesa una linea di rigore morale che molto spesso era stata disattesa in passato".
Le mire di Sky
L'ex direttore ricorda l'importanza di Rai Sat Sport, soprattutto contro le mire di Sky: "il campionato di calcio è salvo per quest'anno, dal 2005-2006 si vedrà, così come per la Formula uno dopo il 2007". Difende gli ascolti, "buoni anche spendendo meno che in passato".
Poi passa al contrattacco, affermando che, nonostante l'impegno e i buoni risultati ottenuti, "non ho mai avuto il sostegno dell'azienda". Non solo l'organico è sempre stato insufficiente, ma ci sono stati "vari attacchi dall'esterno avvenuti senza che l'azienda si schierasse a mia difesa". Ma gli attacchi venivano anche dall'interno, aggiunge: "vicedirettori e capiredattori della mia struttura che sono stati molto spesso gli ispiratori di una campagna di denigrazione interna". Contro di lui ci sarebbe stata anche una campagna stampa: "per mesi e mesi è stata annunciata la mia decapitazione", ha riferito davanti alla Commissione, "sono stato costretto a lavorare come un'anatra zoppa".
Quindi arriva alla vicenda della richiesta di prepensionamento avanzata dal direttore generale Cattaneo. Una lettera con la sua disponibilità ad andare in pensione anticipata alla fine dell'anno, così afferma Francia - da "differire il problema di Rai Sport". A quella richiesta Francia rispose con una lettera al dg nella quale si diceva disponibile a pensare al prepensionamento, ma che avrebbe voluto "lasciare i suoi incarichi in cambio di un altro di pari valore'. Inoltre, dovendo scegliere fra i suoi due ruoli, avrebbe preferito la direzione di testata piuttosto che quella del dipartimento.
Una nuova convocazione in Commissione
La vicenda di Paolo Francia ha suscitato immediate reazioni politiche. Pippo Gianni (Udc) chiede una nuova convocazione in Commissione di Vigilanza del direttore Cattaneo. Davide Caparini (Lega) ritiene "il richiamo al rigore morale fatto dal direttore Francia assolutamente condivisibile'. Giuseppe Giulietti (Ds) afferma che Francia "ha sollevato questioni spaventose di grandissimo rilievo" e chiede che sulla vicenda venga avviata una istruttoria formale, ascoltando tutte le parti coinvolte, dal direttore generale al Cda alle organizzazioni professionali e sindacali.
Paolo Francia era stato nominato direttore di Rai Sport il 30 maggio 2002 dal Consiglio di amministrazione allora presieduto da Antonio Baldassarre. Nella riunione dello scorso 4 novembre, l'attuale Cda ha provveduto alla sua sostituzione con Fabrizio Maffei. Secondo quanto riportato da un sito web dedicato al mondo del giornalismo, lo scorso 24 ottobre (quindi prima della sua defenestrazione), Francia sarebbe stato oggetto di una accesa riunione di redazione, durante la quale gli sarebbero state rivolte critiche per la mancanza di organizzazione del lavoro, il deterioramento dei rapporti con i telegiornali, l'inadeguatezza degli spazi e degli strumenti di lavoro, la perdita di programmi importanti (¿Sportivamente", "Eurogoal", "Raisport 3 del venerdì¿), infine la mancata assunzione di precari, nonostante la carenza di organico. Quest¿ultimo punto sarebbe stato il principale oggetto della protesta della redazione, dal momento che la Rai doveva assumere due giornalisti in sostituzione dell'ex direttore Giovanni Bruno (passato a Sky) e di Franco Trandafilo (andato in pensione).
Pierluigi Sandonnini
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(12 novembre 2003)
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