Mobile Tv: la Francia si interroga sulle nuove possibilità offerte dall’interattività e dalla convergenza
La Francia sta procedendo spedita verso la sperimentazione della Mobile Tv. Dall’inizio del mese di ottobre, sono stati avviati quattro test, condotti da differenti consorzi, per verificare la realizzazione e la fattibilità della trasmissione dei contenuti televisivi su cellulare, come già avviene sfruttando le reti Edge e 3G.
Le sperimentazioni condotte al momento in Francia riguardano due standard diversi: il DVB-H (Digital Video Broadcasting - Handheld) che utilizza la frequenza 7 MHz e permette di ricevere 20-30 canali; e il T-DMB (Terrestrial - Digital Multimedia Broadcasting), uno standard coreano di più semplice realizzazione, visto che necessita di meno frequenze (1,5 MHz).
Le sperimentazioni
Per facilitare le sperimentazioni, broadcaster, operatori mobili, costruttori e fornitori si sono raggruppati in poli. Gilles Maugars (TPS), François Seligmann (Orange) e Georges Passet (Bouygues Telecom), hanno lanciato la scorsa settimana i loro test DVB-H con Sagem.



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L’altro consorzio riunisce: CanalPlus, SFR, Nokia e Towercast, che hanno scelto di testare il DVB-H sugli Smartphone Nokia 7710.
La tecnologia e serviranno
Al momento, 250 abbonati a CanalPlus e 250 abbonati a SFR stanno sperimentato la tecnologia e serviranno da riferimento per la sezione marketing. Questi utenti hanno accesso a una quindicina di canali.
Se CanalPlus e SFR hanno scelto uno Smartphone per i propri test, con schermo ampio e funzionalità estese, il consorzio Orange-Bouygues Telecom-TPS ha preferito un prototipo, "My MobileTV" di Sagem, dotato di uno standard di codifica video Mpeg4 H.264. Il telefono disporrà anche di un accesso ai portali i-mode e Orange World.
I nuovi telefonini in grado di ricevere la Tv non saranno molto più grandi rispetto a quelli di oggi e avranno un tuner DVB-H integrato e una nuova antenna.
Una delle sfide è ridurre i terminali, mantenendo una qualità dell’immagine soddisfacente. Nei prossimi mesi, dunque, i player dovranno puntare sull’immaginazione per sviluppare l’ergonomia dei loro modelli. La misura delle nuove componenti segna una prima tappa.
Altro elemento importante, quello di pervenire a una qualità dell’immagine perfetta, cosa che è molto lontana per quanto riguarda la tecnologia Edge e 3G. Già si stanno cominciando a tirare le somme dei primi test DVB-H. Nonostante qualche problema di ricezione, tutto sembra pronto.
Un valore aggiunto alla ricezione
La Mobile Tv apporta un valore aggiunto alla ricezione dei programmi. La condivisione dello schermo consentirà, per esempio, di inviare SMS guardando la televisione. L’interattività si realizzerà appieno, permettendo di votare per il concorrente preferito di un reality show…ma si potranno anche avere sul telefonino le informazioni sui programmi in onda.
La Mobile Tv darà una seconda giovinezza alla televisione interattiva? Forse sì, in ogni caso permetterà d’essere informati in tempo reale sui programmi in corso su tutte le reti ricevibili e rinvierà, per esempio, sul sito Web di una trasmissione o di un canale.
I grandi network televisivi non sono i soli a guardare con particolare attenzione a questo nuovo modo di trasmettere. Le radio sono parti importanti dei test che si stanno effettuando al momento.
Nella sperimentazione condotta da CanalPlus e SFR, sono disponibili quattro radio: Fip, NRJ, Europe 1 e Skyrock.
I telefonini del prossimo futuro, comunque, non dimenticheranno le applicazioni tradizionali: dispositivo per foto, vivavoce, connessione Internet, Palm, Bluetooth, hard disk… naturalmente si potrà anche telefonare. Tutto questo per delle dimensioni che restano ragionevoli.
Il Pc
Questi cellulari lasciano anche intravedere delle possibilità nel campo delle applicazioni condivise, del downloading e della convergenza con il Pc.
Per quanto riguarda la copertura, la Francia dovrà dotarsi di nuovi trasmettitori. E se questo resta ancora un’incertezza, lo è anche la ricerca del modello economico più valido. Le negoziazioni si annunciano serrate, in particolare tra gli operatori tlc, che desiderano mantenere le mani ben strette sui profitti, e i broadcaster, che scommettono sui contenuti e le reti. Come si fatturerà il consumo? Quale sarà il ruolo della pubblicità? Si attendono le risposte.
(25 ottobre 2005)
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