Banda larga: Italia fanalino di coda nella Ue. Solo 4 famiglie su 10 dotate di accesso broadband
In Italia, la percentuale di famiglie dotate di connessione internet è passata dal 43% del 2007 al 53% del 2009 – contro una media Ue del 65% - mentre dispone di accesso a banda larga il 39% delle famiglie, contro il 25% di due anni fa e una media Ue del 56%.
Sono i dati pubblicati da Eurostat, secondo cui nel primo trimestre del 2009 la percentuale di famiglie europee dotate di accesso a internet si attestava al 65%, contro il 60% del trimestre precedente. Le connessioni a banda larga, nello stesso periodo, sono passate dal 49% al 56%.
La classifica sono ovviamente quelli
I paesi che dominano la classifica sono ovviamente quelli del Nord Europa: nei Paesi Bassi, ad esempio, è dotato di connessione internet il 90% delle famiglie, in Lussemburgo l’87%, in Svezia l’86%, in Danimarca l’83% e in Germania il 79%.



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Sempre gli stessi Paesi sono in vetta alla classifica della diffusione della banda larga: dispone di accesso broadband l’80% delle famiglie svedese, il 77% di quelle olandesi e il 76% di quelle danesi.
Il 23%
Peggio di noi, riguardo l’accesso a banda larga, fanno solo Bulgaria, Grecia, Romania e Serbia, con percentuali comprese tra il 23% e il 33%.
Quasi tre quarti degli europei tra 16 e 24 anni (74%) hanno usato internet ogni giorno o quasi nel primo trimestre del 2009, contro la metà di quelli di età compresa tra 16 e 74 anni. In Italia, usa internet ogni giorno il 70% degli utenti tra 16 e 24 anni e il 40% degli utenti tra 16 e 74 anni.
Molto bassa (12%) la percentuale di italiani che nei primi tre mesi di quest’anno ha fatto shopping su internet: la media Ue si è attestata al 37% e in alcuni paesi come la Norvegia la percentuale arriva fino al 70%.
In quasi tutti gli Stati membri sono gli uomini i più attivi nello shopping online: in Italia fa shopping online il 16% degli uomini contro il 9% delle donne, contro una media Ue, rispettivamente, del 40% e 34%.
La percentuale di e-shoppers varia comunque sensibilmente da un Paese all’altro, passando dal 2% della Romania al 66% nel Regno Unito.
(09 dicembre 2009)
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