Dividendo digitale: gara frequenze entro 2011. La Spagna attende introiti per 12-16 mld di euro
"C'è grande bisogno di frequenze da parte degli operatori di TLC e delle emittenti tv e fame di soldi del ministero dell'Economia". Così, il presidente Agcom Corrado Calabrò, a margine di un'audizione alla Camera, ha ribadito la necessità di accelerare il più possibile l'iter di assegnazione delle frequenze del dividendo digitale esterno alla banda larga mobile.
"E' opportuno e necessario che la gara si faccia entro il 2011", ha aggiunto Calabrò, sottolineando che, in ogni caso, non si potrà sforare il termine fissato dalla Ue per l'assegnazione del dividendo digitale alla banda larga senza fili, nel 2013.
Le frequenze sulle bande 1
In Italia, dove le frequenze sulle bande 1.800 mhz, 2.500 e 2.600 mhz, sono occupate dal ministero della Difesa e da questo poco utilizzate, l'Agcom potrebbe indire la consultazione pubblica sul dividendo digitale entro la fine di quest'anno: il presidente Calabrò ha già più volte sottolineato che, sulla base di quanto già fatto in altri Paesi europei, "...le aste potrebbero essere bandite anche con differimento della disponibilità dello spettro", e ha confermato stamani che la consultazione pubblica servirà a "tastare il terreno" sull'idea di mettere a gara anche le risorse non immediatamente disponibili e che gli attuali detentori, cioè le piccole tv locali, prevedono di non utilizzare.



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Molte di queste emittenti, ha osservato Calabrò, ''...occupano il video solo con il monoscopio e questo non è accettabile, perché le frequenze sono un bene prezioso e ce n'è grande bisogno. Il mobile - ha ricordato il presidente Agcom - ha una crescita esponenziale, i giovani chiedono servizi e gli operatori li forniscono: poi c'è l'inclinazione tutta italiana di andare su internet dal telefonino, piuttosto che dal telefono fisso e così nelle ore di punta si registrano disservizi sgradevoli'.
Il Governo potrebbe incassare circa 2
Dall'asta, sulla base di calcoli legati alla popolazione e alle dimensioni del mercato, il Governo potrebbe incassare circa 2-2,25 miliardi di euro, che potrebbero essere in parte utilizzati - ha spiegato sempre Calabrò - "per gli investimenti nella banda larga fissa e mobile e in parte per compensare emittenti televisive che abbiano ceduto frequenze", come affermato anche dal ministro Romani.
La Spagna, invece, auspica introiti decisamente più consistenti, compresi - secondo le cifre citate del ministero delle telecomunicazioni sulla base di dati Ue - tra 12 e16 miliardi di euro.
Dalla Germania, intanto, l'annuncio di Deustche Telekom, che sarà il primo operatore europeo a sfruttare il cosiddetto dividendo digitale - le frequenze lasciate libere dal passaggio alla Tv digitale - per portare la banda larga mobile di quarta generazione (LTE) nelle aree rurali della Germania.
L'asta tedesca per l'assegnazione delle frequenze 800, 1.800, 2.100 e 2.600 MHz si è conclusa il 20 maggio e ha portato nelle casse dello Stato 4,3 miliardi di euro. All'asta hanno partecipato tutti i maggiori operatori mobili attivi nel Paese: Vodafone D2 si è aggiudicata 12 blocchi di frequenze per 1,4 miliardi di euro, davanti a O2, divisione di Telefonica, che ha sborsato 1,38 miliardi di euro per 11 blocchi e a T-Mobile (divisione di Deutsche Telekom), che ha messo sul piatto 1,3 miliardi per 10 blocchi. L’operatore più piccolo, E Plus, filiale dell’olandese KPN, ha recuperato 8 blocchi per 284 milioni di euro.
Anche il governo austriaco ha assegnato 140 Mhz di spettro accoppiato e 50 Mhz in spettro non accoppiato nella banda a 2,6 Ghz ai 4 maggiori operatori tlc già attivi sul mercato, che hanno sborsato in totale 39,5 milioni di euro, mentre Francia, Svizzera e Gran Bretagna si apprestano ad assegnare lo spettro lasciato libero dalla Tv analogica entro 2011, così come faranno anche Austria e Polonia. Gli Stati Uniti, da canto loro, hanno svolto l'asta delle frequenze 700 Mhz già due anni e mezzo fa, e Verizon lancerà i primi servizi il mese prossimo.
La Commissione europea ha stabilito
Nel frattempo, la Commissione europea ha stabilito che entro il 2013 tutti gli stati membri dovranno assegnare lo spettro lasciato libero dal passaggio alla Tv digitale alla banda larga senza fili. Ma il Radio spectrum Policy Programme deve ancora ricevere il via libera del Parlamento e del Consiglio, in un iter che potrebbe concludersi non prima della fine del 2011.
(26 ottobre 2010)
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