Reti IP/NGN: con Italtel Plus One, Recovery Time di piattaforme ridotto al 50%
Una nuova architettura NGN, la prima a livello europeo, per ridurre al minimo il Disaster Recovery con la ridondanza geografica delle piattaforme softswitch, è stata presentata da Italtel, azienda leader nelle soluzioni e nei servizi per reti IP di nuova generazione, al Broadband World Forum Europe di Berlino (9-10 ottobre, 2007), l’annuale meeting internazionale sui temi della banda larga e della convergenza nelle reti e nei servizi.
Italtel Plus One, l’architettura su protocollo SIP (Session Initiation Protocol) per dare continuità di esercizio e di performance alle nascenti reti NGN europee, è basata sulla ridondanza degli elementi base di una rete NGN Italtel: il softswitch multiservizio Italtel i-SSW, ossia la piattaforma di gestione e interconnessione dei flussi di comunicazione IP/PSTN nell’ambito delle reti tlc, e il data base i-UDB (Italtel Universal Data Base), interconnesso con il softswitch ed essenziale per gestire i profili di utente, le tipologie di servizio offerte, le funzioni di localizzazione e autenticazione degli accessi alla rete.
Gli utenti NGN vengono gestiti
In questo scenario, l’architettura Plus One è costituita dalla replicazione in rete di diverse piattaforme i-SSW e dalla duplicazione del data base i-UDB. In particolare gli utenti NGN vengono gestiti e condivisi tra diverse piattaforme i-SSW capaci di gestire connessioni sia di rete di transito (classe 4) sia di accesso (classe 5), tra le quali è operativo un softswitch di back up sempre in stand by, pronto a sostituire uno dei fratelli in rete in caso di avaria. I due data base UDB sono infine collegati con i sofswitch della rete Plus One per la gestione degli utenti e dei servizi. In sintesi, se entra in disservizio grave un i-SSW classe 5 della rete Plus One, il softswitch di back up si incarica di gestire il traffico di competenza del nodo in fault.



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In questo modo il Recovery Time, il tempo di ripristino delle performance di rete a tutti i livelli, risulta notevolmente ridotto grazie alla condivisione su più macchine di cospicui volumi di utenti e di traffico. Tutto questo in contrasto con quanto avviene nelle architetture NGN con ridondanza geografica di nodo 1 + 1 attualmente operative in Europa, costituite cioè da 1 softswitch in stand by per ogni piattaforma soft operativa in rete. Una simile soluzione di recovery, ripartita su di un minor numero di macchine in grado di gestire il traffico in caso di fault, genera tempi di ripristino molto elevati.
Le nostre reti NGN
“Lo strettissimo Recovery Time – interviene Matteo Bertozzi, responsabile Customer Solutions di Italtel – è proprio l’elemento propulsivo che ci ha indotto a progettare e implementare l’architettura Plus One per le nostre reti NGN. Con una simile configurazione dei softswitch in rete, posso dire che il Time Recovery si riduce di un valore dell’ordine del 50% rispetto a quello di una tradizionale architettura 1 + 1” .
“Soluzioni simili dei competitor? Non ce ne sono, almeno a livello europeo, – tiene a sottolineare Bertozzi - perché una architettura Plus One ha un elevato grado di complessità di implementazione. E’ necessario, infatti, avere un notevole know how di system integration per implementare la soluzione. E Italtel, come sappiamo, è conosciuta a livello internazionale per le sue grandi capacità di integrazione di sistemi e infrastrutture in reti complesse.”
(12 ottobre 2007)
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