Francia

Tv mobile: 17 i candidati all’asta per le frequenze. Accordo su modello di business e razionalizzazione delle risorse per la ricerca

Procede la Tv mobile in Francia. Il Consiglio superiore dell’audiovisivo (Conseil supérieur de l'audiovisuel – CSA) ha ricevuto 32 domande, provenienti da 17 candidati, per le frequenze dei 13 canali disponibili. Bisognerà adesso aspettare aprile per conoscere la risposta dell’Autorità francese su questo dossier che riguarda lo sviluppo della Tv mobile personale.

Uno per i giovani tra i 15

Adesione dell’ultimo minuto quella di Orange, che ha fatto domanda per due frequenze. L’obiettivo è creare due canali: uno per i giovani tra i 15 e i 35 anni “appassionati di nuove tecnologie”, l’altro dedicato allo sport, che duplica Orange Sport al momento visibile solo online. Il concorrente SFR ha preferito invece defilarsi.




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Altra sorpresa, la richiesta di Europa Corp, società di produzione di Luc Besson, e di un trio composto da L'Equipe, Les Echos ed Equidia.

I grandi broadcaster

Tutti in lizza i grandi broadcaster: M6 vuole trasmettere M6, W9 e Teva; CanalPlus, l’omonimo canale e in più iTélé e Infosport.; TF1 per TF1, Eurosport, LCI, TMC, con possibilità di aggiungere NT1. Lagardère Active ha fatto domanda per sei canali e Bolloré, che trasmette già Direct 8 sul digitale terrestre, non è rimasto a guardare. NextRadio, diretto da Alain Weill, ha chiesto tre frequenze, per BFM Tv (informazione generale), RMC Sport e TBFM (notizie economiche e finanziarie). I candidati hanno anche trovato un comune accordo sui modelli di business, che inizialmente avevano creato qualche problema. Visto che, in un primo momento, “le entrate pubblicitarie non saranno sufficienti” a coprire i costi di trasmissione, si è proposto un modello concertato, tra industria e distributori, di finanziamento della rete e del suo uso. Nel comunicato congiunto non appare però il nome di Orange.

Un sistema comune di codifica

Si pensa anche a un sistema comune di codifica e guida dei programmi per tutti i canali autorizzati, ma anche “una razionalizzazione dell’uso delle risorse per la ricerca di soluzioni collettive”. L’intenzione è quella di sviluppare rapidamente la più ampia copertura possibile, specie nella metropolitana, puntando al fatto che i dispositivi in grado di ricevere la Tv mobile saranno usati soprattutto sui mezzi di trasporto.

(23 gennaio 2008)

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