Italia eMail: nel mirino dei truffatori sudafricani
Attenzione: circolano sulla Rete in questi giorni email truffa provenienti dall'Africa. Solitamente, il mittente è un (sedicente) funzionario di banca, un perseguitato politico o il figlio dell'ultimo presidente della Tanzania. Lo scopo è sempre lo stesso: attraverso il vostro aiuto aprire un conto bancario, aggirando così le leggi locali, che creano dei vincoli all'operazione. Qualche giorno fa una di queste email truffa è arrivata anche alla redazione di Key4biz.
A scrivere era un alto funzionario del Dipartimento delle finanze, delle risorse minerali e dell'energia del Sudafrica, tale M. Grote. Chiedeva di trasferire su un conto a nostro nome la somma di 21,5 milioni di dollari, in quanto la legge sudafricana gli impediva di fare questo tipo di transazione.
Il massimo riserbo
Nell'email si chiedeva il massimo riserbo, essendo Grote ancora in carica; alla fine, per il "disturbo" dell'operazione avremmo guadagnato una percentuale del 25% sull'importo: oltre 5 milioni di dollari!L'email truffaldina terminava con "...so che posso contare su di te e che tu non mi deluderai" e lasciava un indirizzo di posta elettronica per la risposta.Sospettando una truffa abbiamo cestinato l'email. Ma qualcun altro c'è cascato, è la notizia è balzata agli onori della cronaca.



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La truffa funziona così: rispondendo all'email si ottengono spiegazioni sui documenti necessari che servono per avviare l'apertura del conto bancario. Con l'email successiva si viene informati, però, che il funzionario di banca ha chiesto una tangente di circa 500 o 600 dollari, per acconsentire alla transazione. Una volta effettuato il pagamento, alla vittima viene comunicato che il trasferimento sul suo conto corrente locale è stato effettuato con successo. Viene spedita anche una copia dell'estratto conto su carta intestata della banca. Ma una volta fatta domanda di trasferimento sul proprio conto della somma spettante, si realizza di essere caduti in una truffa, visto che nessun conto è stato aperto e magari nel frattempo si riceve notizia dell'avvenuto arresto del funzionario di banca implicato nella faccenda, a cui era stata pagata la tangente.
La somma e spesso la catena termina qui
Intanto l'ignaro destinatario ha già pagato la somma e spesso la catena termina qui, perché una volta avuto il denaro della presunta tangente i truffatori scompaiono senza lasciare traccia. Attenzione, quindi, a lasciarsi tentare dalle promesse di facili quanto improbabili guadagni, poiché dietro queste allettanti offerte si nascondono quasi sempre degli impostori.
(10 febbraio 2003)
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