Social Network. Ricercatrice decodifica il linguaggio dei teenager: parole inventate per nascondere festini a base di sesso, droga e alcol
Dagli sms alle chat, passando per i social network. I ragazzi di oggi passano molte ore su telefonino e internet e mentre prima, si teneva un diario segreto pieno di fotografie, dediche, dichiarazioni d’amore e confidenze assicurandole con tanto di lucchetto agli occhi indiscreti oggi, visto che le moderne tecnologie non lo consentono, s’è trovata un’alternativa.
Uno slang per comunicare, che sia abbastanza incomprensibile tale da evadere le preoccupazioni e i controlli dei genitori sempre in agguato.
I nostri alfabeti inventati
Un interessante esperimento di linguaggio sociale e del resto chi non si ricorda i nostri alfabeti inventati per farci capire dai ‘grandi’?



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Certo oggi i problemi sono di altra natura, prima si nascondeva il fidanzatino di turno oggi invece festini a base di droga, sesso e alcol.
Una ricercatrice dell’Università
Per fortuna ci ha pensato Lisa Whittaker, una ricercatrice dell’Università di Stirling, in Scozia, a decodificare questo linguaggio cifrato: ‘Taken’ o ‘Ownageeee’, per esempio, significa “impegnato”, ‘Ridneck’ vuol dire ‘imbarazzato’, ‘legal’ sta per ‘autorizzata a fare sesso’, vale a dire sopra i 16 anni.
Oggi, secondo quanto anticipato dal Telegraph, al Wales Institute of Social & Economic Research, Data and Methods di Cardiff verrà presentato questo approfondito Studio sui linguaggi segreti usati sui social network come Facebook e Bebo.
Spazio quindi alla creatività con parole totalmente inventate. Un linguaggio sociale nuovo che impedisce agli altri di capire e li tiene fuori dal loro mondo.
“I giovani – ha spiegato la ricercatrice - spesso distorcono il linguaggio per renderlo incomprensibile alle persone non abituate al gergo colloquiale” e “va ben al di là delle abbreviazioni comunemente utilizzate sugli sms”, ad esempio con l’eliminazione delle vocali. Questo modo di procedere, oltre ad impedire agli adulti la comprensione dei messaggi “rafforza l’identità e la socialità online dei giovani”.
(27 aprile 2010)
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