Convergenza e cross-medialità. Lost è la serie tv che interpreta il futuro

“Perfect Safety Record” è lo slogan che si legge sul cartellone pubblicitario dell’Oceanic Airlines, la compagnia fittizia, responsabile del disastro aereo che dà inizio a Lost, l’ormai famosissima serie televisiva prodotta da J. J. Abrams. Il manifesto è apparso in una scena del primo episodio di FlashForward, la nuova serie tv dell’ABC, in onda dal 24 settembre negli Stati Uniti. Siamo di fronte a un’altra trovata del network statunitense, che ha deciso di lanciare uno spoiler ai fan attraverso una nuova serie televisiva, che, almeno apparentemente, non sembra avere alcun legame con Lost. Ora blog, forum di discussione e siti Internet dedicati allo show infuocano e gli utenti sono in fibrillazione. Lo slogan, leggibile soltanto in HD, rimanda alla perfetta sicurezza della compagnia, quasi a sgravarla da ogni responsabilità sul disastro aereo. E c’è già chi prevede un colpo di scena finale, ipotizzando che il disastro, evento portante di tutta la narrazione, non sia mai avvenuto. Ma gli spoiler, ghiotti di informazioni e novità, si spingono ben oltre le ipotesi sul gran finale della serie e iniziano e intravedere una possibile relazione tra Lost e FlahForward, vista come l’erede del capolavoro di J. J. Abrams.

Il network sembra voler ripetere l’esperienza cross

FlashForward, in effetti, sarà davvero l’erede di Lost, almeno in termini di target di utenti a cui si rivolge. E, a giudicare dal sottile intreccio che l’ABC ha voluto sperimentare, anche in termini di modalità narrative e di marketing: il network sembra voler ripetere l’esperienza cross-mediale di Lost. L’ABC ha fatto di questa serie tv un vero e proprio laboratorio mediatico, per mettere alla prova le potenzialità della convergenza tecnologica e dell’inter-medialità. Con convergenza si intende la possibilità di fruire un medesimo contenuto digitale su piattaforme diverse, ampliando in molti casi il bacino di utenza e la visibilità stessa del contenuto. E non si può dire che il network americano non abbia compreso e forse addirittura anticipato le tendenze del mercato: Lost viene trasmesso prima in televisione e il giorno successivo viene reso disponibile, gratuitamente in streaming, sul sito Internet dell’ABC. L’emittente sta infatti sperimentando con tutte le sue principali serie televisive il servizio della catch up tv, che permette agli utenti che non hanno potuto seguire l’episodio quando andava in onda di recuperarlo senza doverlo scaricare illegalmente. In questo modo si prova da una parte ad arginare il fenomeno della pirateria e dall’altra a fidelizzare gli utenti allo show.




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Ma l’ABC sembra volere molto di più di un semplice utente fedele e appassionato al contenuto e cerca piuttosto dei veri fan, che si lascino coinvolgere a tutto campo in un’esperienza cross-mediale. Con cross-medialità (o inter-medialità) si intende la possibilità di realizzare un progetto su più media con contenuti originali e unici per ogni supporto di riferimento. Si tratta insomma della nuova frontiera della convergenza, una sorta di secondo stadio del fenomeno, che comporta nuovi rapporti tra creatori e fruitori dei contenuti. L’audience diventa sempre più partecipativa, tuffandosi in una vera e propria esperienza mediatica. Lost è anche questo. Oltre allo show, che è certamente il contenuto centrale, i creatori, insieme all’ABC, hanno realizzato un sito dedicato alla serie con tanto di forum di discussione, che serve per monitorare costantemente le opinioni del pubblico.

Un videogame

Ma c’è di più. Lost, infatti, è anche un videogame, caratterizzato da una narrazione lineare che mira a ricreare dettagliatamente situazioni e personaggi del telefilm. Nel 2007, inoltre, alcuni micro contenuti sono stati diffusi sottoforma di “mobisode”, cioè di video per i cellulari degli utenti. Si è trattato di una serie di brevissimi filmati (massimo 4 minuti) trasmessi tra la terza e la quarta stagione contenenti rivelazioni interessanti per lo sviluppo della trama. Oltre che a fidelizzare gli utenti, così, i creatori si sono divertiti a solleticare la curiosità dei fan e a favorire le pratiche di spoiling, cioè di ricerca di informazioni sugli episodi futuri. Per farla breve, Lost è una delle più recenti dimostrazioni delle capacità interattive che gli utenti stanno acquisendo con lo sviluppo dei new media. La serie può essere fruita su più piattaforme e con un livello di coinvolgimento diverso, a seconda dell’utenza. È un telefilm trasmesso sulla tv tradizionale, ma, per molti, soprattutto giovani connessi online, è un’esperienza più complessa che coinvolge contemporaneamente più media e si realizza in un tempo indefinito, non dettato dalle logiche del palinsesto.   Consulta il profilo Who is who di Francesca Burichetti

(12 ottobre 2009)

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