Stati Uniti
Hulu non è più in vendita. Google resta con un palmo di naso
Hulu non è più in vendita. In una nota congiunta, i proprietari News Corp, Providence Equity Partners, Walt Disney, e il management hanno dichiarato: “Visto che Hulu offre un valore unico e strategico a tutti i suoi proprietari, abbiamo deciso di non procedere con la vendita e di lavorare insieme per ottenere migliori risultati. Il nostro obiettivo sarà, quindi, quello di assicurare che i nostri sforzi siano determinanti al raggiungimento del successo”.
Dopo mesi di trattative, indiscrezioni, e offerte al rialzo, Hulu fa un passo indietro. Sulla decisione ha pesato sicuramente il fatto che la maggiore offerta era arrivata da Google (superiore alla somma stimata di 2 mld di dollari, ndr), che se avesse messo le mani sul website di video online sarebbe diventato il concorrente più preoccupante per le media company che possiedono la piattaforma (Leggi Articolo Key4biz).
La seconda volta che i proprietari
Tuttavia da tempo si parlava di conflitti interni sulla valorizzazione della società e sul pagamento dei diritti digitali. E’ già la seconda volta che i proprietari di Hulu avviano un piano per la cessione parziale o totale del gruppo per poi ripensarci. Lo scorso anno, infatti, dopo aver avviato manifestato l’intenzione di entrare in Borsa, hanno abbandonato l’idea.



Accesso disaggregato: la Ue non esclude...
Si fa attendere la risposta dell'Italia alle due lettere inviate da...
"I legislatori dialoghino di piu' con...
La necessita' di armonizzare le prassi regolatorie a livello europeo e,...
Capitale umano e innovazione, quanto...
Saverio Tridico, Direttore Public & Legal Affairs di Vodafone Italia...
Tlc: in vista del WCIT-12, le telco...
Il sostegno economico allo sviluppo futuro delle reti di comunicazione...
Telecom Italia partner del Festival...
Per il quarto anno consecutivo, Telecom Italia e' partner del Festival...
Studio Bocconi: il Gruppo Poste Italiane...
Il Gruppo Poste Italiane si afferma come case history nel panorama economico...
Agcom: Risoluzione del Pd, "Confronto...
Stringono i tempi e si avvicina la scadenza dell'attuale Consiglio Agcom...
ACTA potrebbe saltare: si allarga il...
Dopo la francese Hadopi, l'americana SOPA, adesso e' l'ACTA (An...
Nuove iniziative di marketing e tutela...
Le nuove iniziative di marketing vedono sempre piu' protagonista il...
Pubblicita': video on-demand, un potente...
Il video on-demand (VOD) diventera' presto il principale medium per la...
Giornata Mondiale della Proprieta'...
Si celebra oggi 26 aprile la Giornata Mondiale della Proprieta'...
Innovazione, ricerca, ICT. Il modello...
Gabriele Falciasecca, Presidente di Lepida Spa, la societa' in house della...
Generare business di successo in chiave...
La rivoluzione sociale in atto, determinata dalla crescente diffusione...
Apple: e' la Cina la vera sorpresa di...
Dopo una serie di sedute in negativo, che avevano spinto in molti a credere...
Microsoft: Conficker continua a essere...
Sono quasi 220 milioni le infezioni rilevate negli ultimi due anni e mezzo...
eCommerce: siglato accordo tra Adiconsum...
Il commercio elettronico rappresenta un'opportunita' per il consumatore...
EKGaming propone di ridividere gli...
Da anni i publisher di videogiochi cercano in tutti i modi di contrastare,...
Microsoft pronta a lanciare un servizio...
Pare Microsoft si stia preparando a presentare un nuovo servizio musicale,...
Nintendo iniziera' a guadagnare dal...
Finalmente, a piu' di un anno dal lancio, Nintendo ha ipotizzato che da...
Facebook prossimo al miliardo di...
Il board di Facebook ha fatto sapere che secondo gli ultimi dati, il social...
|
Già ad agosto del 2010 si parlava di un’Ipo dalla quale si puntava a raccogliere tra i 200 e i 300 milioni di dollari, valorizzando il gruppo a circa 2 miliardi di dollari.
Un insider
Secondo un insider, la cessione di Hulu si sarebbe arenata sulla difficoltà a stabilire il giusto prezzo di vendita. Le offerte andavano da 500 milioni di dollari a 2 miliardi. I più seri acquirenti erano Google, che aveva fatto l’offerta più alta, Amazon, DirecTV e DISH Network. Yahoo! s’era invece ritirata dalla corsa dopo la brusca uscita del CEO Carol Bartz dal gruppo (Leggi Articolo Key4biz).
I proprietari di Hulu si trovano, infatti, davanti alla complessità di poter valorizzare correttamente il servizio in streaming, senza avere contratti di lunga data per i contenuti e con diritti digitali poco chiari per le nuove piattaforme mobili per i quali non esistono ancora modelli di business stabiliti.
Secondo alcuni analisti, rinunciare alla vendita significa che i proprietari credono nel potenziale di crescita futura di Hulu, a maggior ragione che nei prossimi anni lo streaming si diffonderà ampiamente.
(14 ottobre 2011)
© 2002-2012 Key4biz