Cina
La Cina si prepara a una grande offensiva all’estero: 5 mld di euro da investire nei media per far arrivare l’immagine di un Paese rinnovato
Il partito comunista cinese sta mettendo in atto un ambizioso programma di espansione dei propri media all’estero, in modo da “promuovere la potenza emergente della Cina”. E’ quanto hanno riferito alcuni responsabili della stampa.
Questa operazione di propaganda sarà effettuata in particolare attraverso il lancio di nuovi canali televisivi e di pubblicazioni cinesi in altri Paesi.
Il quotidiano di Hong Kong
Secondo il quotidiano di Hong Kong, South China Morning Post, Pechino è pronta a stanziare 45 miliardi di yen (quasi 5 miliardi di euro) nello sviluppo dei propri media, tutti controllati dallo Stato comunista, cifra che però non è stata confermata da fonti ufficiali.



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La Tv centrale (CCTV), che dispone di canali in francese e spagnolo dal 2007, si prepara a lanciarne uno nuovo in russo e un altro in arabo.
La nuova sede
La CCTV inaugurerà quest’anno a Pechino la nuova sede, una struttura futurista che intende simboleggiare la ‘potenza’ della televisione nazionale.
Il Global Times, quotidiano dedicato all’informazione internazionale, lancerà prossimamente una versione inglese. Sarà il secondo quotidiano cinese per lettori inglesi, dopo il China Daily.
Wang Chen, capo della propaganda cinese all’estero, ha spiegato che la Cina intende “…accrescere la propria capacità di trasmettere e influenzare in maniera positiva l’opinione pubblica internazionale, per dare una buona immagine della nazione”.
Chen ha sottolineato che “Bisogna cercare di realizzare un braccio mediatico di altro livello che arrivi in tutto il mondo, multilingue, con una larga audience e che disponga di un grosso volume di informazioni e abbia una grande influenza”.
Li Changchun, alto responsabile, ha parlato dell’importanza nella promozione del Partito comunista e dell’economia cinese: “Faremo arrivare al mondo intero l’immagine di una nazione forte e nuova (…) Il malato dell’Asia non è la Cina”.
I propri media
La Cina si appresta a sborsare grosse cifre per i propri media, nel momento in cui diversi organi di stampa nel mondo si sono dovuti confrontare con gravi difficoltà finanziare per la crisi attuale e la concorrenza di internet.
Il Paese sta insomma lavorando sulla propria immagine. Vuole che la gente sappia che sta cambiando. Sarà vero?
E proprio per persuadere i giornalisti più scettici, specie dopo lo scandalo delle censure durante le Olimpiadi di Pechino, sta già programmando per ottobre un summit internazionale sui media al quale verranno invitate almeno 150 organizzazioni di stampa estera.
(14 gennaio 2009)
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