Midem 2011: per l’ottavo anno consecutivo, conti in rosso per il mercato discografico francese. A cos’è servita l’Hadopi?

Per l’ottavo anno consecutivo, anche nel 2010 le vendite di dischi hanno registrato in Francia una grossa perdita nonostante l’avvio di servizi online, come la carta di musica per i giovani, e l’entrata in vigore della Legge Hadopi contro il downloading illegale. Al Midem di Cannes, il sindacato Snep (Syndicat national de l'édition phonographique) ha informato che il mercato di musica all’ingrosso ha avuto un calo del 5,9%, totalizzando 554,4 milioni di euro.

La maggior parte del business

Il mercato fisico (Cd e Dvd) ha perso ancora: fatturato in ribasso dell’8,9% a 466,3 milioni di euro. A fine anno, quando si concentra la maggior parte del business, le vendite al dettaglio sono state penalizzate dagli scioperi e dal maltempo.




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Nel 2010 le vendite online sono cresciute ancora del 14,1%. Il mercato digitale, che ha totalizzato 88,1 milioni di euro, rappresenta ormai il 16% del fatturato del settore. La buona notizia è arrivata dagli abbonamenti ai servizi di musica online, che sono esplose del 60,5%. Questo risultato è in gran parte dovuto al successo dell’offerta lanciata ad agosto da Orange e dal sito di streaming Deezer. Dei 600.000 abbonati ai servizi di musica online a fine anno, 500.000 erano clienti di Orange-Deezer.

Il mercato discografico

Per il mercato discografico, ha sottolineato il presidente dello Snep Denis Ladegaillerie, nel 2010 gli abbonamenti hanno generato un fatturato di 14,6 milioni di euro facendo sperare bene anche per il 2011. Le entrate provenienti dai siti di streaming finanziati dalla pubblicità sono cresciute dell’8,3% ma hanno prodotto un guadagno di soli 0,8 milioni di euro, evidenziando che “questo tipo di modello comincia ad avere dei limiti”. Il downloading è aumentato: all’ingrosso del 19,6% sull’anno a 47,4 milioni di euro. Il 95% dei singoli e il 10% degli album sono ormai scaricati dalla rete. Stéphan Bourdoiseau, presidente dell’Upfi (Union des producteurs français indépendants), ha commentato che con un mercato in calo dal 2002, risulta evidente che le misure introdotte non hanno portato i risultati sperati. L'Hadopi, adottata nel 2009 ma che solo nell’ultime trimestre del 2010 ha cominciato a inviare i messaggi d’avvertimento ai pirati di musica, “non ha avuto un impatto significativo sulle entrate della filiera”.

Un anno sarà possibile effettuare...

Solo tra un anno sarà possibile effettuare un bilancio dei risultati prodotti dalla legge che ha attirato numerose polemiche per via dell’introduzione di misure considerate troppo repressive. Tuttavia, l’Alta autorità per la diffusione e protezione delle opere su internet (Hadopi da cui il nome della legge) ha informato che il 49% degli utenti francesi almeno una volta ha scaricato illegalmente contenuti dalla rete, il 13% lo fa regolarmente e il 36% occasionalmente. La percentuale arriva al 70% tra i giovani dai 15 ai 24 anni. Il 29%, soprattutto ragazzi, ha addirittura dichiarato di aver cominciato a piratare proprio dall’entrata in vigore della legge Hadopi. Il 37% si giustifica sostenendo che i prezzi sono troppo alti, il 21% che le offerte sono insufficienti e il 2% ignora che esistono siti da dove è possibile scaricare musica legalmente. Anche la carta giovani per la musica, voluta dal governo per sostenere il downloading di musica legale, a fine ottobre non aveva venduto che 50.000 carte pregate.

Il servizio deve essere migliorato

Il Ministro francese della Cultura, Frédéric Mitterrand, ha infatti ammesso che il servizio deve essere migliorato. Secondo un sondaggio dello Snep, questa carta è conosciuta solo dal 5% dei consumatori di musica online. Per Bourdoiseau è ancora difficile prevedere quando la musica comincerà la propria risalita. Di fronte all’incertezza del futuro, i produttori hanno rinnovato la domanda dell’allargamento del credito di imposta alla produzione fonografica. Ma il sostegno pubblico può ancora essere la soluzione?

(25 gennaio 2011)

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