Stati Uniti
Netflix perde in Borsa il 35%. Gli analisti declassano il titolo
Il titolo di Netflix ha perso ieri più del 35% a 77,30 dollari (55,60 euro) sulla Borsa di New York, dopo aver annunciato di aver perso più abbonati del previsto e che stimato grosse perdite per il 2012 (Leggi Articolo Key4biz).
L’utile netto del terzo trimestre ha registrato un aumento del 64,5% a 62,46 milioni di dollari (44,94 milioni di euro) e il fatturato è in crescita del 49% a 821,8 milioni di dollari (591,27 milioni di euro), superando le attese. Tuttavia, per la prima volta dal 2007, la società denuncia un’emorragia di abbonati. Netflix contava 23,79 milioni di utenti americani il 30 settembre, a dispetto dei 24 milioni di due settimane prima. Parliamo di circa 810 mila abbonati che hanno annullato il loro contratto durante il terzo trimestre.
Una lettera agli azionisti
“Il nostro problema principale è che molti dei nostri sottoscrittori di lunga data si sono ribellati al rincaro dei prezzi e hanno annullato l’abbonamento”, ha scritto Reed Hastings in una lettera agli azionisti, firmata anche dal direttore finanziario David Wells.



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Sui prossimi trimestri, peseranno anche gli investimenti fatti per portare il servizio streaming nei Paesi esteri, gli ultimi in ordine di tempo saranno Regno Unito e Irlanda per l’inizio del nuovo anno. Il CEO ha, infatti, spiegato che queste spese “ci faranno andare in rosso” a livello mondiale. In altre parole, “gli utili realizzati negli Stati Uniti non saranno sufficienti a coprire gli investimenti all’estero” e gli altri costi operativi (Leggi Articolo Key4biz).
Una nuova formula d’abbonamento
A luglio, Netflix aveva annunciato una nuova formula d’abbonamento che divideva i due servizi: quello streaming da quello di acquisto DVD. Fino ad allora, gli utenti del servizio DVD aveva anche diritto alla visione illimitata di contenuti in streaming.
Gli abbonati erano stati obbligati a scegliere tra le due opzioni oppure fruire di entrambe le offerte ma a un prezzo maggiorato. Gli utenti non hanno reagito bene, come abbiamo potuto ben vedere, e hanno deciso di disdire in massa gli abbonamenti alla piattaforma.
(26 ottobre 2011)
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